“La Bela Turin” è un evento di trekking itinerante composto da una trilogia di allenamenti alla scoperta del fascino della città e dei suoi dintorni collinari. Ogni percorso diventa un’occasione per riscoprire il legame tra la città e la natura circostante: il piacere di camminare alla scoperta di luoghi iconici e di aree verdi meno conosciute. Tre allenamenti che uniscono la bellezza di Torino e della sua collina con il fascino delle luci natalizie della città.
📌 Le date
La Bela Turin 1 Sabato 19 ottobre – Un allenamento itinerante attraverso le suggestive e romantichesponde del Po.
La Bela Turin 2 Sabato 9 novembre – Un percorso affascinante tra i sentieri collinari di Torino.
La Bela Turin 3 Martedì 10 dicembre – Un trekking urbano serale di circa 12 km, che offre la possibilità di ammirare le famose Luci d’Artista, un’installazione che rende il periodo natalizio a Torino particolarmente magico.
Siamo all’inizio della Val di Susa, e Monte Musiné è la montagna più vicina a Torino, nelle Alpi Graie. Spesso viene chiamato “Monte degli Asini”, ma il suo nome ha origini diverse, come Mons Vicinea (Montagna del Villaggio) che rimanda a un’antica organizzazione risalente all’epoca romana, che aveva diritti su queste terre.
Il Monte Musiné separa il bacino della Dora Riparia da quello della Stura di Lanzo. Si dice che i nostri antenati celto-liguri lo considerassero un posto sacro o magico. Ci sono tantissimi segni lasciati da loro, alcuni risalenti al neolitico: incisioni rupestri con scene di caccia, coppelle, dolmen e menhir (eretti dai celto-liguri), oltre ai resti di villaggi dell’Età del Bronzo e forse anche del Neolitico. Inoltre, più recentemente, c’è una villa romana ai piedi del monte.
Le leggende popolari raccontano che questo è un luogo dove sono successi eventi “straordinari”: qui viveva un vero e proprio lupo mannaro, o licantropo, che si nascondeva in una grotta; qui si riunivano le streghe, danzando attorno al fuoco; di notte si vedono strane luci e bagliori, e avvengono eventi incomprensibili; e non dimentichiamo i fenomeni “ufologici”, tanto che il Musiné è considerato il “monte ufologico” d’Italia. 👽👽👽
Inoltre, viene considerato un “monte magico” per diversi motivi. Innanzitutto, c’è il “segno” alla cima, la scritta sulla croce di cemento “in hoc signo vinces” (“attraverso questo segno vincerai”). Storia vuole che questo segno si sia materializzato perché Costantino, in cerca di aiuto contro Massenzio, chiese un segno “divino” prima della battaglia. E così arrivò un segno che lo portò alla vittoria. Alcuni dicono che apparve in pieno giorno, altri di notte in cima a un monte, ma nessuno sa con certezza dove sia successo. Poiché Costantino era a Rivoli, l’imbocco della Valsusa, la tradizione dice che questo miracolo sia avvenuto sul Musinè, sempre considerato “la montagna magica”, un antico Luogo di potere.
Lungo il cammino
Il nostro percorso parte vicino allo stadio di Caselette. Iniziamo a seguire la “pista tagliafuoco” che collega Rivera di Almese a Caselette attraversando i boschi del Musiné.
Passiamo Pian Domini, a circa 450 metri, per scoprire alcune pietre con coppelle, queste vaschette incise su roccia di cui non sappiamo molto, ma sembrano davvero luoghi sacri, forse usati per dei rituali. Ci immergiamo poi nel bosco in direzione del Santuario di Sant’Abaco, costruito nel 1551, seguendo il percorso della via crucis fino a raggiungere, attraverso il crinale sud-est, la cima del Monte a 1150 metri sul livello del mare. Da qui si apre un panorama fantastico a 360° sulla pianura torinese e sulle principali montagne, incluso il Cervino.
Sulla vetta potremo quindi ammirare il panorama vicini alla croce di vetta bianca in cemento armato alta ben 15 metri che permette al Monte di essere distinto da tutte le altre montagne del gruppo e una tavola di orientamento in acciaio inossidabile che ci consentirà di distinguere le principali montagne visibili.
Inoltre sia a Pian Domini e sia in cima al Monte potremo vedere una sorta di “menhir moderno” metallico, di circa un metro d’altezza, a base triangolare, su cui è apposta una targa:
«Qui è l’una antenna dei 7 punti elettrodinamici che dal proprio nucleo incandescente vivo la terra tutta respira emette vita qui operano le astrali entità che furono: Hatsheptut, Echnaton, Gesù il cristo, Maometto, Confucio, Abramo, il Buddha, Gandhi, Martin Luther King, Francesco D’Assisi e anche tu se vuoi alla fratellanza costruttiva tra tutti i popoli pensaci intensamente, 3 minuti. Pensiero è costruzione».
Terminata la tappa in vetta al Monte percorreremo in discesa il sentiero 572A che, con minore pendenza, conduce, immersi in un bosco affascinante passando attraverso il Pian ed la Sisterna e il Pian ed la Féja alla strada che conduce alla enorme cava a cielo aperto di magnesite e di opale lungo le pendici nordorientali del monte. Il Musiné nasce da un affioramento in superficie del mantello terrestre. Le rocce originarie si sono spesso trasformate in serpentiniti. Alle falde del monte sono presenti parecchi massi erratici facenti parte dell’Anfiteatro Morenico di Rivoli e Avigliana
Il magnesio si presenta in forma terrosa, l’opale ha colorazione bianca o trasparente, con lucentezza perlacea.
Al termine della visita alla cava si prende la strada sterrata che, con una piacevole e brevissima camminata, ci riporterà verso la partenza, a completamento del nostro anello di circa 11 km.
Informazioni tecniche per i Soci del Nordic Walking Volpiano:
Ritrovo ore 8:30 Parcheggio Bar Kiosko – Piazza Carlo Cays, 1 – Caselette (TO) Parcheggio
Il punto di ritrovo dista: da Volpiano circa 35 km (30 circa di viaggio in auto) da Torino Parco Pellerina 20 km (20m circa di viaggio in auto) Inizio camminata: ore 09:00 Durata camminata: 5h:00m (escluse le soste) Lunghezza: 11 km circa Dislivello: 750m D+ Difficoltà: E Tratti esposti: non ci sono tratti particolarmente esposti Altitudine minima: 350 m slm Altitudine massima: 1.150 m slm Segnale rete cellulare generalmente presente lungo tutto il percorso Acqua non presente, portare 1 litro o 1 litro e mezzo di acqua Pranzo: al sacco
Vi ricordiamo che:
Sono necessari abbigliamento e dotazioni adeguati alla camminata, considerata l’altezza vestirsi a cipolla portando con sé anche indumenti caldi e una protezione per la pioggia.
L’attività proposta è fruibile dai soci in buone condizioni fisiche e idoneo allenamento per affrontare il percorso.
L’associazione si riserva la facoltà di escludere dalla partecipazione, al momento dell’iscrizione i soci che non ritiene idonei all’attività proposta o, prima di partire, i soci privi di abbigliamento e/o calzature adeguate a garantire la percorribilità dell’itinerario proposto in sicurezza.
Si raccomanda di rispettare gli orari indicati per l’escursione
Si consiglia di avere nello zaino acqua, barrette energetiche e/o integratori.
Per prenotazioni e informazioni entro e non oltre le ore 20:00 di martedì 15 ottobre 2024 L’ escursione verrà confermata al raggiungimento di almeno 7 partecipanti.
Ed eccoci in Valle Tesso, una valle laterale delle più note Valli di Lanzo (Valle di Viù, Val d’Ala, Val Grande) che prende il nome dal torrente Tesso che nasce sulle pendici meridionali della Punta dell’Aggia (2.245 m), nel comune di Monastero di Lanzo, scorre verso sud segnando il confine tra questo comune e quello di Coassolo e infine, dopo aver lambito il centro storico di Lanzo, va a gettarsi nella Stura poco a est del Ponte del Diavolo. A differenza delle altre valli di Lanzo, è più aperta (permettendo così di godere, lungo il cammino, di belli scorci della pianura fino alla collina torinese) e, non possedendo grandi centri turistici, è più selvaggia, ma anche ricca di natura, tradizioni e storia. Insieme alla valle Malone è anche conosciuta come la “valle dei ribelli”, dalle gesta dei partigiani che la risalirono durante la Guerra di Liberazione.
Il nostro itinerario parte nei pressi della Fontana Sistina (1118 m), che si raggiunge in auto dal centro di Chiaves percorrendo la strada che porta al Lago di Monastero, posto a 2000 metri di altitudine. Il percorso (segnavia 403 e poi 406) si sviluppa per circa 6 km con modesto dislivello fino a toccare Punta Penna (1300 m) e quindi la piccola borgata di Marsaglia e il suo maestoso omonimo Santuario.
Il Santuario di Marsaglia (1350 m) è costituito da una bellissima chiesa dalla facciata barocca immersa nel bosco. Venne costruito tra il 1771 e il 1778, probabilmente sui resti di una preesistente cappella, dove già sorgeva un pilone votivo. Da tempo immemore è un importante luogo di culto e crocevia di meravigliosi sentieri che si inoltrano verso le montagne e gli alpeggi. La sua importanza dal punto di vista spirituale e religioso è testimoniata anche dai numerosi ritrovamenti di manufatti in pietra, incisioni rupestri e cavità scavate nella roccia, segno che in questo luogo venivano celebrati riti magici o propiziatori da antiche popolazioni che hanno abitato queste valli. La costruzione della chiesa, che domina un bellissimo pianoro, sembra legata a una leggenda: in questo luogo, una giovane pastorella sordomuta sarebbe guarita miracolosamente dalla sua malattia, dopo aver assistito all’apparizione di una bellissima donna ai piedi di un frassino che cresceva nella zona. Appresa la straordinaria notizia, gli abitanti della borgata associarono l’immagine della donna a quella della Madonna e decisero di costruire una chiesa che ricordasse in modo imperituro il miracolo. Per questo motivo, il santuario è stato inizialmente dedicato alla Beata Maria Vergine della Pietà e successivamente all’Assunzione della Madonna. Per lo stesso motivo, lungo il percorso si incontrano numerosi piloni votivi dedicati alle apparizioni della Madonna nel mondo. In passato erano molto frequenti le processioni e i cortei che giungevano al Santuario, anche dalle vallate vicine, per propiziare la pioggia o il bel tempo e più volte il santuario fu meta di pellegrinaggio anche di San Giovanni Bosco, che amava particolarmente questo luogo immerso nella natura. Ancora oggi, alla vigilia del 15 agosto, Festa dell’Assunzione, si tiene una suggestiva fiaccolata notturna.
Terminata la visita della borgata, prenderemo la mulattiera (segnavia 408) che, con maggiore pendenza, conduce alla borgata Salvin e all’omonimo rifugio, immersi in un bosco affascinante. Questa mulattiera è stata utilizzata fino a metà del XX secolo per trasportare a valle il fieno immagazzinato durante l’estate negli alpeggi, quando le scorte nei fienili (sulé) di fondo valle si esaurivano. Il trasporto avveniva perlopiù a spalle per mezzo di speciali manufatti in legno che permettevano notevoli e pesanti carichi. Dopo una decina di minuti, oltrepassata la bella faggeta, si arriva alla Roc di Balmabianca, dove nei pressi si trovano ancora tracce ben visibili di carbonaie usate nel XIX secolo. Il percorso continua ancora lungo un terreno ricco di acque sorgive e, superate altre baite, dopo alcuni tornanti, si arriva al Rifugio Salvin (1578 m). Qui ci fermeremo per ristorarci e, per chi lo desidera, per gustare il menù concordato per l’occasione (vedi dettagli qui sotto).
Dal Rifugio Salvin si dipartono numerosi itinerari che portano in alta valle. Riprendendo la nostra camminata, noi seguiremo il sentiero che conduce al Piano della Forchetta (segnavia 407, tappa 03 dei Sentieri della Resistenza), abbandonandolo poi in prossimità delle case di Menulla, poco più in basso, per riprendere la strada sterrata che, con piacevole camminata, ci riporterà verso Fontana Sistina a completamento del nostro anello di circa 14 km.
Informazioni tecniche per i Soci del Nordic Walking Volpiano:
Ritrovo ore 8:45 piazza di Chiaves – parcheggio davanti al Bar Carolina. Parcheggio
Il punto di ritrovo dista: da Volpiano circa 40 km (53m circa di viaggio in auto) da Torino Parco Pellerina 38km (46m circa di viaggio in auto) Parcheggio autovetture: presso Fontana Sistina che dista 0,5 km da Chiaves (compatteremo le auto nel caso di molte autovetture) Inizio camminata: ore 09:30 Durata camminata: 5h 30m circa (escluse le soste) Lunghezza: 14 km circa Dislivello: 800m D+ Esposizione: varie Difficoltà: E Tratti esposti: non ci sono tratti particolarmente esposti Altitudine minima: 1.118 m slm Altitudine massima: 1.655 m slm Segnale rete cellulare generalmente presente lungo tutto il percorso Acqua presente alla partenza (Fontana Sistina) e in numerosi punti lungo il percorso Pranzo: presso il Rifugio Salvin al costo di 15 euro con il seguente menu:
🥣Polenta concia oppure Polenta con carne oppure primo a base di pasta fatta in casa 🥧torta casalinga ☕caffè Bevande escluse
Vi ricordiamo che:
Sono necessari abbigliamento e dotazioni adeguati alla camminata, considerata l’altezza vestirsi a cipolla portando con sé anche indumenti caldi e una protezione per la pioggia.
L’attività proposta è fruibile dai soci in buone condizioni fisiche e idoneo allenamento per affrontare il percorso.
L’associazione si riserva la facoltà di escludere dalla partecipazione, al momento dell’iscrizione i soci che non ritiene idonei all’attività proposta o, prima di partire, i soci privi di abbigliamento e/o calzature adeguate a garantire la percorribilità dell’itinerario proposto in sicurezza.
Si raccomanda di rispettare gli orari indicati per l’escursione
Si consiglia di avere nello zaino acqua, barrette energetiche e/o integratori.
Per prenotazioni e informazioni entro e non oltre le ore 20:00 di martedì 08 ottobre 2024 L’ escursione verrà confermata al raggiungimento di almeno 7 partecipanti.
Da Coazze saliamo verso Borgata Tonda, circondati da una lussureggiante vegetazione. Lasciata l’auto a Borgata Tonda, ci inoltriamo in una meravigliosa faggeta che sembra abbracciarci durante tutto il nostro percorso. Lungo il sentiero, ci sorprendiamo dinanzi alle testimonianze lasciate dall’antico ghiacciaio e alle evidenti tracce di attività economiche passate, come la lavorazione della canapa per la produzione di corde, che ci raccontano storie di un tempo lontano. La borgata Dogheria, le cui tracce sono ancora ben visibili, rappresentava un esempio di artigianato, specializzandosi nella lavorazione della pietra per la realizzazione delle “lose”, così preziose per i tetti delle abitazioni. In ogni passo, possiamo ammirare i resti dei terrazzamenti che un tempo sostenevano diverse coltivazioni, raccontando il legame profondo tra uomo e natura. Raggiunto Pian Goraj, oltre a rimanere incantati dai geositi, ci lasciamo avvolgere da un’incantevole vista sulla pianura sottostante; il nostro sguardo si apre fino a Torino e alle colline del Po, regalandoci un momento indescrivibile di bellezza e meraviglia.
Informazioni tecniche per i Soci del Nordic Walking Volpiano:
Per ottimizzare il viaggio, si compatteranno le auto, quindi:
Ritrovo ore 7:45 e Partenza ore 8:00 da: Parcheggio IKEA – Viale Svezia 1 – Collegno – Settore A Link parcheggio IKEA
Il punto di ritrovo dista: da Volpiano circa 20km (20min circa di viaggio in auto) da Torino Parco Pellerina 15 km (15min circa di viaggio in auto) Inizio camminata: ore 09:30 Durata camminata: 5:00 circa comprensiva di soste e pausa pranzo Lunghezza: 10 km circa Dislivello: 350m D+ Difficoltà: E Tratti esposti: non ci sono tratti esposti Altitudine minima: 1.150 m slm Altitudine massima: 1.500 m slm Segnale rete cellulare non sempre presente lungo il percorso Acqua NON presente durante l’intero percorso Pranzo: al sacco
Vi ricordiamo che:
Sono necessari abbigliamento e dotazioni adeguati alla camminata: il sentiero non è esposto ma ci sono tratti con “lose” quindi occorre avere una scarpa con una buona aderenza; considerata l’altezza vestirsi a cipolla portando con sé anche indumenti caldi e una protezione per la pioggia.
L’attività proposta è fruibile dai soci in buone condizioni fisiche e idoneo allenamento per affrontare il percorso.
L’associazione si riserva la facoltà di escludere dalla partecipazione, al momento dell’iscrizione i soci che non ritiene idonei all’attività proposta o, prima di partire, i soci privi di abbigliamento e/o calzature adeguate a garantire la percorribilità dell’itinerario proposto in sicurezza.
Si raccomanda di rispettare gli orari indicati per l’escursione
Si consiglia di avere nello zaino acqua, (almeno un litro poichè non è possibile rifornirsi sul territorio), barrette energetiche e/o integratori.
Per prenotazioni e informazioni entro e non oltre le ore 20:00 di martedì 24 settembre 2024
Dopo la breve pausa del mese di agosto l’escursione di settembre ci porta nelle valli di Lanzo e precisamente nella Valle di Viù, la più meridionale delle tre Valli di Lanzo (le altre sono la Val Grande e la Val d’Ala), scavata dall’omonimo ramo del fiume Stura di Lanzo. Le sue celebri vette la rendono ideale per le escursioni alpine: il monte Rocciamelone (3538 m), il massiccio della Torre d’Ovarda (3075 m), il Monte Lera (3355 m), la Croce Rossa (3566 m). e poi ancora il lago e diga di Malciaussia, il lago Nero, il lago della Rossa (che rappresenta, con i suoi 2.600 m, la diga presidiata più alta d’Europa)
In Valle molti sono gli stimoli storico-culturali, come reperti preistorici, incisioni rupestri, resti romani e medievali, antiche miniere, affreschi dei secoli XIV-XV, testimonianze sindoniche, residenze di villeggiatura e alberghi in stile Liberty, che raccontano la storia del turismo d’élite del primo Novecento e dei luoghi della Resistenza.
La nostra escursione inizia nell’ultimo comune della Valle di Viù, il suggestivo Usseglio (m. 1265). Qui la presenza romana è testimoniata dai numerosi reperti trovati nella zona, evidenziando la strategica posizione dell’insediamento lungo la via che, attraverso i passi alpini dell’Autaret e dell’Arnas, consentiva di raggiungere le Gallie. Nel XII secolo, questo territorio faceva parte dei possedimenti del vescovo di Torino, e nel 1266, il feudo passò ai Visconti di Baratonia.
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All’inizio del XX secolo, data la vicinanza a Torino. divenne un’importante centro di villeggiatura della nobiltà torinese. Figura di rilievo è quella del conte Luigi Cibrario (1802-1870) che venne nominato Senatore del Regno d’Italia nel 1848 e che ricoprì elevate cariche pubbliche
Da Usseglio, un incantevole percorso panoramico si snoda lungo sentieri di montagna e in parte su una strada asfaltata a bassa percorrenza. Prima di tutto, ci condurrà alla frazione di Perinera: questa piccola comunità era dotata di un forno per la cottura del pane, un bene di proprietà di tutti gli abitanti. Sebbene la data di costruzione sia sconosciuta, accanto alla porta d’ingresso è scolpito sulla pietra “1892”, a conferma che in quell’anno il forno era in funzione e ha continuato ad operare fino alla prima metà degli anni ’50, prima di cadere in disuso e abbandono, fino al parziale crollo dello stesso. Nel 2001, l’Associazione Parineri 2000 o.n.l.u.s. ha portato a termine il recupero totale del forno e……. 🤩 ulteriori aneddoti verranno raccontati dal signor Guido, che gentilmente ci aprirà e mostrerà il forno.
Dopo la visita al forno riprenderemo la nostra camminata fino ad arrivare a Pian Benot che, situato nella splendida Val di Viù e circondato da maestose montagne che superano i 3500 metri di altitudine, rappresenta la stazione sciistica di Usseglio durante l’inverno, mentre d’estate ti avvolge in un abbraccio con la natura circostante.
A Pian Benot ci fermeremo per la pausa pranzo dove, per chi è interessato, presso l’ Albergo Ristorante Nei e Soleil sarà possibile gustare una buona polenta
Informazioni tecniche per i Soci del Nordic Walking Volpiano:
Ritrovo ore 8:45 fronte Albergo Grand’Usseglio, Via Roma, 21, 10070 Usseglio TO Parcheggio (nei pressi dell’Albergo)
Il punto di ritrovo dista: da Volpiano circa 68 km (1h11m circa di viaggio in auto) da Torino Parco Pellerina 64 km (1h09m circa di viaggio in auto) Inizio camminata: ore 09:00 Durata camminata: 7:00 circa comprensiva di soste e pausa pranzo Lunghezza: 15 km circa Dislivello: 460m D+ Difficoltà: E Tratti esposti: non ci sono tratti esposti Altitudine minima: 1.265 m slm Altitudine massima: 1.660 m slm Segnale rete cellulare non sempre presente lungo il percorso Acqua presente alla partenza, a frazione Perinera e a Pian Benot Pranzo: presso Albergo Ristorante Nei e Soleil con il seguente menu:
🥣Polenta concia: 10,50 euro 🍲Polenta normale con carne: 14,50 euro 🍛Polenta concia con carne: 16,50 Bevande e caffè esclusi.
Vi ricordiamo che:
Sono necessari abbigliamento e dotazioni adeguati alla camminata, considerata l’altezza vestirsi a cipolla portando con sé anche indumenti caldi e una protezione per la pioggia.
L’attività proposta è fruibile dai soci in buone condizioni fisiche e idoneo allenamento per affrontare il percorso.
L’associazione si riserva la facoltà di escludere dalla partecipazione, al momento dell’iscrizione i soci che non ritiene idonei all’attività proposta o, prima di partire, i soci privi di abbigliamento e/o calzature adeguate a garantire la percorribilità dell’itinerario proposto in sicurezza.
Si raccomanda di rispettare gli orari indicati per l’escursione
Si consiglia di avere nello zaino acqua, barrette energetiche e/o integratori.
Per prenotazioni e informazioni entro e non oltre le ore 20:00 di mercoledì 11 settembre 2024 L’ escursione verrà confermata al raggiungimento di almeno 7 partecipanti.
Ripercorreremo insieme alcuni dei luoghi che hanno fatto da sfondo al premiato film “Le Otto Montagne”, tratto dal libro di Paolo Cognetti. La nostra escursione ha l’ambizione, proprio come il film, di ricordarci l’importanza di rallentare, di dedicarci del tempo e di apprezzare la bellezza della natura.
Partiremo dal villaggio di Graines (1375) a fondo strada, un piccolo paese valdostano nei pressi di Brusson, noto per il suo magnifico castello. Questa tipica struttura difensiva di tipo primitivo è stata definita nel corso dell’XI secolo. I suoi principali elementi includono un’alta torre merlata a pianta quadrangolare, una cappella e una cinta muraria costruita lungo l’ondulazione naturale del terreno, che racchiude un ampio spazio un tempo occupato da edifici abitativi. Sono ancora visibili i resti della chiesa minore romanica, orientata verso levante e dedicata a San Martino, con muri perimetrali che delimitano l’unica navata, abside semicircolare e campanile a vela.
E’ nel piccolo villaggio di Grana, il nome dialettale della frazione di Graines, che la famiglia del protagonista trascorre le vacanze, ed è qui che il piccolo Pietro incontra il coetaneo Bruno, con cui trascorre le estati giocando, esplorando il torrente e correndo tra i prati fioriti. Siamo immersi nel selvaggio Vallone di Graines, con i suoi pascoli, i resti di antichi villaggi, superiamo foreste di abeti, larici e tanti profumi, e siamo accompagnati dal rumore del torrente, immersi in una natura ancora incontaminata.
Raggiungeremo i Laghi di Frudière, un insieme composto da tre bacini situati a diverse altitudini tra i 2.039m e i 2.223m sul livello del mare: ci fermeremo presso il bacino intermedio, il più ampio e conosciuto anche come “Lago Inferiore” a 2.039m.
I tre Laghi di Frudière sono conosciuti ed apprezzati per la bellezza del contesto naturale in cui si trovano inseriti. Secondo lo studioso Mario Aldrovandi la fonte del toponimo Frudiera deriverebbe da Frutiers, ovvero fabbricatori di fontina. Altre fonti confermano tale asserzione, specificando che freidera, in patois (dialetto locale), designa il locale interrato ove vengono riposti i prodotti caseari.
Insomma, sembra proprio che sia una garanzia di bontà, almeno secondo i protagonisti di questa gustosa storia!
Vi ricordate Pietro e Bruno che fanno il bagno?
💡IDEA 💡 portate nel vostro zaino un costume da bagno
Informazioni tecniche per i Soci del Nordic Walking Volpiano:
Ritrovo ore 8:00 Strada Comunale Curien Graines, 132, 11022 Graines (AO): 45°44’39.2″N 7°45’30.3″E <link parcheggio > NOTA: La frazione di Graines dispone di un numero limitato di posti auto. Per parcheggiare l’auto è necessario proseguire ancora per circa un chilometro su una strada sterrata e sconnessa fino a raggiungere una piccola centrale idroelettrica. In quel punto la strada è più ampia e offre la possibilità di parcheggiare ai lati. Consigliamo quindi ai partecipanti di coordinarsi per ridurre il numero di auto utilizzate.
Il punto di ritrovo dista: da Volpiano circa 79 km (1h05m circa di viaggio in auto) autostrada direzione Aosta uscita a Verres, salire la valle d’Ayas fino a Challand St. Anselme proseguire e raggiungere Arcesaz, oltre al primo bivio a dx dirigersi per Graines da Torino Parco Pellerina 99 km (1h20m circa di viaggio in auto) Inizio camminata: ore 08:15 Durata camminata: 7:00 circa comprensiva di soste e pausa pranzo Lunghezza: 15 km circa Dislivello: 781m D+ Difficoltà: E Tratti esposti: non ci sono tratti esposti Altitudine minima: 1.400 m slm Altitudine massima: 2.039 m slm Segnale rete cellulare non sempre presente lungo il percorso Pranzo al sacco : Punti acqua: solo alla partenza
Vi ricordiamo che:
Sono necessari abbigliamento e dotazioni adeguati alla camminata, considerata l’altezza vestirsi a cipolla portando con sé anche indumenti caldi e una protezione per la pioggia.
L’attività proposta è fruibile dai soci in buone condizioni fisiche e idoneo allenamento per affrontare il percorso.
L’associazione si riserva la facoltà di escludere dalla partecipazione, al momento dell’iscrizione i soci che non ritiene idonei all’attività proposta o, prima di partire, i soci privi di abbigliamento e/o calzature adeguate a garantire la percorribilità dell’itinerario proposto in sicurezza.
Si raccomanda di rispettare gli orari indicati per l’escursione
Si consiglia di avere nello zaino acqua, barrette energetiche e/o integratori.
Per prenotazioni e informazioni entro e non oltre le ore 20:00 di giovedì 01 agosto 2024 L’ escursione verrà confermata al raggiungimento di almeno 7 partecipanti.
Eh sì, la voce del torrente Lys è davvero una melodia coinvolgente, che prende vita a 2500 metri di altitudine, dal ghiacciaio omonimo sul versante sud del Monte Rosa. Con la potenza delle acque provenienti da oltre 68 torrenti e torrentelli, si trasforma in un’orchestra impetuosa che accompagna con forza i suoi 38 km di percorso, fino a fondersi con la Dora Baltea. Il torrente Lys non solo rappresenta il corso d’acqua più lungo della Val d’Aosta, ma è anche uno dei fiumi più significativi dal punto di vista idrografico ed idraulico. Inoltre, il torrente Lys conferisce il suo nome all’incantevole Valle del Lys, o Valle di Gressoney, donando a questo luogo un’atmosfera veramente unica.
È proprio il torrente Lys il compagno di viaggio che ci condurrà in questa splendida escursione, rispondendo a qualche ….”perchè”
📌Perché ? Ti sei mai chiesto il motivo per cui il Monte Rosa si chiama così? Non deriva dalle tinte rosa che colorano il massiccio all’alba come si potrebbe pensare, ma piuttosto dal latino rosia, o dal termine del dialetto valdostano rouése o rouja, che significa “ghiacciaio”. Quindi possiamo “tradurlo” con Montagna di Ghiaccio.
La nostra escursione avrà inizio da Gressoney Saint Jean e ci condurrà verso la prima tappa di Gressoney La Trinité, i due incantevoli capoluoghi della Valle, dai quali si apre uno dei più straordinari comprensori sciistici delle Alpi. Più precisamente il nostro cammino avrà inizio da Obre Platz ….. Obre Platz , che strano nome, ma non ci troviamo in Val d’Aosta? Si certo, ma qui nel Medioevo si insediò una popolazione di origine germanica che riuscì a rendere abitabili e coltivabili le inospitali terre d’alta montagna. Erano i Walser, che colonizzarono un’ampia area alle pendici del Monte Rosa tra Vallese svizzero, Valle d’Aosta e Valsesia convivendo sempre con una natura dominata da ghiacci e rocce. I villaggi Walser erano di tipo “diffuso” cioè le case erano costruite vicino ai pascoli e agli alpeggi costituendo tanti piccoli agglomerati. Queste case dette Stadel sono state realizzate integralmente con travi di legno incastrate tra loro senza l’uso di chiodi, e appoggiate sui caratteristici pilastrini a forma di fungo sormontati da lastre rotonde di pietra. Anche noi oggi, passeggiando a Gressoney, avremo modo di meravigliarci di questi incantevoli villaggi Walser magnificamente conservati in cui il tempo sembra essersi fermato. Il patrimonio tradizionale è mantenuto vivo dal Centro Culturale Walser e dal gruppo folkloristico e si riflette ancora oggi nell’architettura originale, nella unicità del linguaggio e nel prezioso costume tipico, indossato anche dalla Regina Margherita di Savoia, che trascorreva a Gressoney le sue vacanze estive. La prima sovrana d’Italia, grande amante della montagna, diede un grande impulso allo sviluppo di questi luoghi, che divennero meta di molti turisti. Il Giardino Botanico Alpino di Castel Savoia ospita aiuole rocciose con piante tipiche dell’ambiente alpino, sia locali che provenienti da altre parti del mondo, selezionate per il loro straordinario valore ornamentale
📌Perché ? Quale lingua si parla a Gressoney Saint Jean? Il dialetto Titsch, un idioma tedesco. Per molto tempo l’isolamento di questa popolazione fu quasi totale, anche per via del suo linguaggio e ciò permise la conservazione di tutte le sue tradizioni, abitudini e caratteristiche: dai riti religiosi all’abbigliamento, dall’alimentazione ai tratti somatici. Viene tuttora parlato dall’intera popolazione e viene insegnato ai bambini nelle scuole, inoltre il Centro Culturale Walser organizza periodicamente dei corsi di titsch di vario livello, aperti a tutti.
Grazie Torrente Lys…..ma quante ne sai ? 🤪
Il nostro percorso si immergerà in boschi e radure ricche di fiori spontanei di molte varietà e colori e… per chi lo desidera, ci sarà l’opportunità di vivere un’esperienza sensoriale adatta a tutti. Lasciatevi trasportare dalla bellezza dei fiori e concedetevi un’esperienza indimenticabile!
Dopo una breve pausa a Gressoney La Trinitè, per concedere a chi lo desidera il tempo di esplorare il piccolo e meraviglioso paese, il nostro viaggio continua verso Staffal, (frazione di Gressoney) punto di partenza di escursioni nel maestoso massiccio del Monte Rosa.
Raggiunto il nostro punto di arrivo, il ritorno alle auto sarà effettuato spostandoci con la navetta della società V.I.T.A delle ore 15,50.
Una volta giunti alle auto, posati gli zaini, per chi lo desidera, l’escursione prosegue verso il Castello Savoia con visita al parco e al giardino botanico alpino.
Caro Torrente Lys, sei davvero un tesoro! 💜 Ma sai, dobbiamo dirti una cosa che non conoscevi: è un segreto, quindi non svelarlo subito agli altri. Prima di visitare il parco e il giardino botanico alpino, il Nordic Walking Volpiano offrirà una golosissima merenda. 😋 Ma shh, non dirlo a nessuno! Dovrebbe essere un gioco da ragazzi per te mantenere il segreto… o forse no? 🤔 Acqua in bocca !!!
Informazioni tecniche per i Soci del Nordic Walking Volpiano:
Ritrovo ore 8:15 Comune di Gressoney Saint Jean (AO) alle seguenti coordinate: 45°46’30.8″N 7°49’25.6″E <link parcheggio Via Eyematten> Il punto di ritrovo dista: da Volpiano circa 77 km (1h10m minuti di viaggio in auto) da Torino Parco Pellerina 99 km (1h20m di viaggio in auto) Inizio camminata: ore 08:30 Durata camminata: 7:00 circa comprensiva di soste e pausa pranzo Partenza navetta da STAFFAL-ANDERBATT ore 15:50 – arrivo a GRESSONEY SAINT JEAN ore 16:15 Costo navetta; euro 2 (portate la moneta giusta per evitare perdite di tempo) Il rientro a Gressoney Saint Jean è previsto per le 16:15: per chi lo desidera,
l’escursione prosegue verso il Castello Savoia con visita al parco e al giardino botanico alpino. Lunghezza: 11 km circa Dislivello: 500m D+ Difficoltà: E Tratti esposti: non ci sono tratti esposti Altitudine minima: 1.385 m slm Altitudine massima: 1.820 m slm Segnale rete cellulare generalmente presente lungo l’intero percorso Pranzo al sacco : è consigliabile munirsi di un telo da poter stendere sul prato Punti acqua: un primo alla partenza e altri due lungo il percorso. Per coloro che durante il percorso desiderano partecipare all’esperienza sensoriale è necessario munirsi di un piccolo asciugamano.
Vi ricordiamo che:
Sono necessari abbigliamento e dotazioni adeguati alla camminata, considerata l’altezza vestirsi a cipolla portando con sé anche indumenti caldi e una protezione per la pioggia.
L’attività proposta è fruibile dai soci in buone condizioni fisiche e idoneo allenamento per affrontare il percorso.
L’associazione si riserva la facoltà di escludere dalla partecipazione, al momento dell’iscrizione i soci che non ritiene idonei all’attività proposta o, prima di partire, i soci privi di abbigliamento e/o calzature adeguate a garantire la percorribilità dell’itinerario proposto in sicurezza.
Si raccomanda di rispettare gli orari indicati per l’escursione
Si consiglia di avere nello zaino acqua, barrette energetiche e/o integratori.
Per prenotazioni e informazioni entro e non oltre le ore 18:00 di venerdì 12 luglio 2024
L’ Oasi Zegna è una vasta area naturalistica ad accesso libero in provincia di Biella. Le sue radici risalgono agli anni trenta, quando l’imprenditore Ermenegildo Zegna, dopo aver creato a Trivero (nelle Prealpi biellesi) l’impresa che porta il suo nome, si dedicò a dare nuova vita al territorio circostante. Oltre alla costruzione di case per i dipendenti e di un centro dedicato alla salute, alla formazione, allo sport e al tempo libero, il progetto ha previsto la riforestazione delle pendici della montagna con 500.000 tra conifere, rododendri e ortensie e la costruzione di 26 km di strada “Panoramica Zegna” consentendo alla popolazione locale e ai turisti di godere dell’ambiente naturale montano, divenuto nel 1993 “Oasi Zegna”. Il “pensiero verde” di Ermenegildo Zegna e le buone pratiche attuate nel tempo hanno contribuito, nel 2014, al riconoscimento del patrocinio FAI come primo bene privato all’Oasi Zegna, in quanto esempio lungimirante di valorizzazione del paesaggio.
🟣 Il nostro viaggio
La nostra PRIMA TAPPA in Oasi Zegna, inizia con la passeggiata nella Conca dei Rododendri, che tra maggio e giugno si trasforma in una tavolozza di colori di straordinaria bellezza.
Questa scenografica valletta ha assunto la fisionomia attuale negli anni ‘60 grazie al grande architetto paesaggista Pietro Porcinai, che operò a Trivero tra il 1959 e il 1979, e all’intervento dell’architetto Paolo Pejrone, autore della recente ristrutturazione.
Le piante furono disposte con cura nella conca secondo la dimensione e le diverse tonalità, seguendo un disegno armonico che si inseriva perfettamente nel paesaggio circostante: faggi rossi, frassini, rododendri, spiree, erica e camelie colorano oggi la conca durante tutto l’anno, fino all’accendersi dei colori autunnali in occasione del foliage.
In questa prima tappa vedremo anche l’installazione di Dan Graham per il progetto di arte contemporanea “ALL’APERTO”. L’opera “Two Way Mirror / Hedge Arabesque” è una struttura in acciaio e vetro a rifrazione differenziata, che avvolge i visitatori in un gioco di riflessi, moltiplicandone gli sguardi sul paesaggio circostante.
Dopo esserci immersi nei colori della conca dei rododendri partiremo per la SECONDA TAPPA del nostro viaggio: il labirinto di Stavello.
Chi vorrà potrà percorrere in silenzio ed a passo lento questa scultura di pietra realizzata anche con cristalli appositamente inseriti per energizzare il luogo. Il labirinto si percorre alla ricerca del significato della propria vita o per ricevere una risposta ad una domanda, infatti, come quello di Chartres, è una forma che permette una maggior connessione al “Divino”.
Ripartiremo poi verso la successiva TERZA TAPPAnel vero cuore dell’Oasi Zegna, all’ingresso Bocchetto Sessera. Qui, dopo una piacevole sorpresa (🤭😯), potremo percorrere uno splendido percorso ampio e sterrato adatto alla tecnica del Nordic Walking, completamente immerso nel bosco, raggiungendo l’ingresso del Sentiero 3 che conduce verso l’alpe Artignaga. Ci fermeremo qui nel bosco, tra faggi secolari e un morbido tappeto di foglie. Il suono dello scorrere dell’acqua del ruscello sarà la melodia che ci accompagnerà durante il nostro momento di pausa pranzo, prima di rientrare all’ingresso del parco e concludere la nostra camminata.
Chi vorrà proseguire potra’ ancora percorrere insieme a noi la QUARTA TAPPA e visitare il comune di Rosazza, situato nella Valle Cervo, Borgo, ora annoverato tra i più belli d’Italia, caratterizzato da una storia singolare che lo ha reso oggi uno dei paesi più caratteristici e suggestivi dell’intera provincia di Biella. Rosazza è infatti considerato anche il borgo più misterioso d’Italia e si dice sia stato “progettato dagli spiriti”.
Nel 1883 il facoltoso Federico Rosazza, Gran Maestro Venerabile della Massoneria biellese, diede avvio alla costruzione della Torre Guelfa di quello che oggi è il Castello di Rosazza. Si narra di riunioni segrete e di piani massonici messi a punto tra i vicoli di Rosazza per anni. Si conoscono inquietanti riti, con sedute spiritiche, legati a molte decisioni che Federico Rosazza prese proprio qui, prima di iniziare qualsiasi opera, affiancato dall’architetto Giuseppe Maffei. E poi c’è la simbologia nemmeno troppo nascosta che richiama occultismo e Massoneria riconoscibile nella architettura del borgo: ad esempio sulla cosiddetta “Porta dei Giusti” della Chiesa tempio di Rosazza c’è il simbolo della rosa, anche questo un richiamo massonico che si ripete poi per le vie del paese.
📌 1 GIORNATA 📌 4 DIVERSE E FANTASTICHE ESPERIENZE
Informazioni tecniche per i Soci del Nordic Walking Volpiano:
Ritrovo ore 8:45 – accoglienza da parte della direzione Ente Turistico Comune di Trivero – Via Gugliemo Marconi alle seguenti coordinate: 45°40’15.5″N 8°09’28.7″E <link parcheggio> Il punto di ritrovo dista: da Volpiano circa 85 km (70 ca. a scorrimento veloce, autostrada A4 uscita casello di Carisio e super strada) – 1h e 10min minuti di viaggio in auto da Torino Parco Pellerina 108 km (85 ca. a scorrimento veloce, autostrada A4 uscita casello di Carisio e super strada) – 1h e 30min minuti di viaggio in auto) Inizio camminata: ore 09:00 Durata camminata: 6.00 circa comprensiva di soste e pausa pranzo (per chi prosegue la camminata a Rosazza 2 h ca. in più) Lunghezza totale prime 3 tappa: 13 km circa Dislivello: 220m D+ Difficoltà: E Tratti esposti: non ci sono tratti esposti Altitudine minima: 739 m slm Altitudine massima: 1500 m slm Segnale rete cellulare generalmente presente lungo l’intero percorso Pranzo al sacco Punto acqua a circa metà percorso nota: da Rosazza si rientrerà direttamente percorrendo la bellissima Valle Cervo con un itinerario diverso dell’ andata. Per Volpiano ca. 89 Km (40 autostrada A4 entrata casello di Santhia) Per Parco Pellerina ca 110 km ( 60 autostrada A4 entrata casello Santhia)
Vi ricordiamo che:
Sono necessari abbigliamento e dotazioni adeguati alla camminata
L’attività proposta è fruibile dai soci in buone condizioni fisiche e idoneo allenamento per affrontare il percorso.
L’associazione si riserva la facoltà di escludere dalla partecipazione, al momento dell’iscrizione i soci che non ritiene idonei all’attività proposta o, prima di partire, i soci privi di abbigliamento e/o calzature adeguate a garantire la percorribilità dell’itinerario proposto in sicurezza.
Si raccomanda di rispettare gli orari indicati per l’escursione
Si consiglia di avere nello zaino acqua, barrette energetiche e/o integratori.
Per prenotazioni e informazioni entro e non oltre le ore 18:00 di venerdì 31 maggio 2024