Se non ci siete ancora stati, sicuramente ne avete sentito parlare
Usseaux, un piccolo gioiello incastonato tra le Alpi Cozie piemontesi, è uno di quei luoghi che sembrano usciti da una fiaba. Questo borgo, immerso nella quiete della montagna e nella bellezza della tradizione, è stato insignito del prestigioso riconoscimento di Uno dei Borghi più belli d’Italia e della Bandiera Arancione del Touring Club Italiano: due sigilli che raccontano molto del suo fascino autentico.
Usseaux però non è un solo paese: è un Comune diffuso composto da cinque affascinanti borgate alpine, ognuna con una propria identità e anima:
🌻 Usseaux, il capoluogo, è noto come il paese dei murales, grazie alle opere dipinte da artisti locali e internazionali che decorano le sue vie.
🌻 Balboutet, celebre per le sue originali meridiane dipinte sui muri degli antichi edifici, che trasformano il borgo in un museo a cielo aperto.
🌻 Laux, dove si trova lo splendido Lago di Laux, un angolo di paradiso che custodisce anche la memoria dei conflitti religiosi tra Cattolici e Valdesi.
🌻 Pourrières, dominato dall’omonimo lago creato dallo sbarramento del torrente Chisone, il cui centro è reso unico dalle sagome artistiche che rievocano i soldati di un tempo.
🌻 Fraisse, la borgata del legno e dell’artigianato, dove sculture intagliate animano le vie con un’atmosfera quasi fiabesca.
Abbiamo disegnato un percorso che è un vero abbraccio alla bellezza di queste montagne.
Un percorso che ci permetterà di esplorare ben quattro delle cinque suggestive borgate di Usseaux, immergendoci tra natura, storia e paesaggi da cartolina.
Partiremo da Fenestrelle, punto di inizio del nostro cammino, per salire verso la borgata di Laux, dove ci attende il suo incantevole lago alpino. Da lì proseguiremo verso la diga di Pourrières, un luogo che unisce ingegneria e memoria, immerso in un contesto naturalistico di grande fascino. Dopo qualche saliscendi arriveremo a Balboutet e le sue meridiane ed infine raggiungeremo Usseaux, il capoluogo, dove consumeremo il nostro pranzo al sacco e dedicheremo il giusto tempo per una visita al borgo, per ammirare i muri dipinti e per l’atmosfera autentica che si respira tra le sue vie.
un piccolo cammino tra borghi incantati
….e come sempre vi racconteremo storia, curiosità e leggende di questo splendido territorio. Vi aspettiamo !
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Informazioni tecniche per i Soci del Nordic Walking Volpiano:
Ritrovo e parcheggio ore 8:00 – Fenestrelle – Strada Provinciale 23 del Colle di Sestriere area di sosta link ritrovo e parcheggio nei pressi del Campeggio Serre Marie di Fenestrelle.
Il punto di ritrovo dista: da Volpiano circa 100 km (1h 30m circa di viaggio in auto) da Torino Parco Pellerina 85 km (1h 15 m circa di viaggio in auto) Inizio camminata: ore 8:15 Durata camminata: 5:00 escluse pausa pranzo e soste ai borghi (da considerare un paio d’ore in più) Lunghezza: 13 km circa Dislivello totale: 600m D+ Difficoltà: E Tratti esposti: non ci sono tratti esposti Altitudine minima: 1145 m slm Altitudine massima: 1575 m slm Segnale rete cellulare sempre presente lungo il percorso Acqua presente lungo tutto il percorso Pranzo al sacco
Vi ricordiamo che:
Sono necessari abbigliamento e dotazioni adeguati alla camminata, considerata l’altezza vestirsi a cipolla portando con sé anche indumenti caldi e una protezione per la pioggia.
L’attività proposta è fruibile dai soci in buone condizioni fisiche e idoneo allenamento per affrontare il percorso.
L’associazione si riserva la facoltà di escludere dalla partecipazione, al momento dell’iscrizione i soci che non ritiene idonei all’attività proposta o, prima di partire, i soci privi di abbigliamento e/o calzature adeguate a garantire la percorribilità dell’itinerario proposto in sicurezza.
Si raccomanda di rispettare gli orari indicati per l’escursione
Si consiglia di avere nello zaino acqua, barrette energetiche e/o integratori.
Per prenotazioni e informazioni entro e non oltre le ore 20:00 di giovedì 10 luglio 2025
Il rifugio della Balma, ubicato nel vallone omonimo ad una quota di 1986 m slm è gestito dalla sezione CAI di Coazze. In origine era un alpeggio di proprietà comunale, ristrutturato a partire dagli anni settanta del secolo scorso e successivamente ampliato. E’ un punto di appoggio per le escursioni alle cime più alte della val Sangone: monte Robinet (2681 m), monte Rocciavrè (2776 m), punta Loson (2653 m ) e permette di compiere traversate nei vicini valloni del Rocciavrè e della Roussa ed è la meta della prima tappa del Giro dell’Orsiera.
Il rifugio, essendo collocato in pieno ambiente alpino, è stato pensato come un edificio ad emissioni zero. Infatti viene interamente alimentato da una centralina idroelettrica della potenza di 8 kw, che fornisce energia pulita per garantire il funzionamento dell’intero rifugio e di tutti i suoi servizi.
Per alimentare la centralina idroelettrica si preleva l’acqua necessaria dall’emissario del Lago Soprano, acqua che viene rigettata nel Rio della Balma.
IL NOSTRO PERCORSO:
Da Giaveno si prosegue in direzione Coazze e prima del paese si svolta a sinistra in direzione Forno. Oltrepassando l’ Ossario Partigiano ed il Santuario si parcheggia presso un tornante al fondo della strada, prima della sbarra per gli impianti di Pian Neiretto. Il percorso si svolge per la prima parte in un bosco di betulle e faggi che si dirada man mano fino alla tipica roccia di alta montagna.
Si segue il sentiero 415 (segnalato vicino ad una bacheca) fino a quota 1300, ad un bivio segnalato su paline e si prosegue a destra attraversando il torrente su un ponte sospeso.
Si risale fin sulla dorsale, dove si incontra il sentiero proveniente da Molè, anch’ esso segnalato su palina e si prosegue a sinistra.
Da qui nessun’ altra deviazione, si arriva prima ad un altro ponticello che si lascia sulla sinistra e si procede verso il rifugio
Il vallone della Balma si caratterizza per la sua bellezza selvaggia che alterna pareti rocciose grigie e rosse, per la presenza di ferro, a zone erbose, ricche di fiori di alta quota e potenti colate di acqua. È evidente l’azione delle glaciazioni di epoca Quaternaria per la presenza di morene, e sbarramento glaciale che troverete appena sopra al rifugio (Lago Sottano, Mezzano e Lago Soprano). In questo periodo è possibile ammirare l’esplosione di colori i rododentri e i mirtilli, tappeti di genziane.
🧐 Curiosità
il termine “genziana” ha origini antichissime e testimonia il suo utilizzo già in epoca classica. Esso, infatti, deriva dal nome del re dell’Iliria, Gentius, che secondo la tradizione fu il primo a scoprirne le virtù nel corso del II secolo aC.
Un’altra leggenda, questa volta ungherese, narra che fu la pianta prescelta per salvare il popolo da una grave carestia. Altri narrano di cavalieri vittime di incantesimi d’amore provocati dalla bellezza dei fiori e dal fascino mistico della pianta. Si tratta di Una delle più note erbe alpine e infatti predilige i terreni calcarei e i prati di alta quota. Anche se non è molto semplice trovarla, cresce spontaneamente nelle zone montuose caratterizzate da un’alta acidità dei terreni. ⚠️Attenzione: la pianta selvatica NON può essere raccolta o si andrà incontro a una severa sanzione
Un’escursione immersa nella natura, perfetta per dare inizio alla stagione estiva
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Informazioni tecniche per i Soci del Nordic Walking Volpiano:
Ritrovo e parcheggio ore 8:00 a GIAVENOlink punto di ritrovo e parcheggio qui compatteremo le auto e saliremo al parcheggio di Pian Nairetto
Il punto di ritrovo dista: da Volpiano circa 47 km (40 m circa di viaggio in auto) da Torino Parco Pellerina 32 km (30m circa di viaggio in auto) Inizio camminata: ore 8:30 Durata camminata: 6:00 escluse le soste (percorso principale) + 1h (estensione facoltativa al Lago Sottano) Lunghezza: 12 km circa (percorso principale) + 3km (estensione al Lago Sottano) Dislivello: 800m D+ (percorso principale) + 170m D+ (estensione al Lago Sottano) Difficoltà: E Esposizione: prevalentemente Sud-Est Tratti esposti: non ci sono tratti esposti Altitudine minima: 1150 m slm Altitudine massima: 1986m slm (percorso principale) – 2098m slm (estensione al Lago Sottano) Segnale rete cellulare non presente lungo il percorso Pranzo al sacco Punti acqua: alcune fontane con la dicitura “acqua non consigliabile”
Vi ricordiamo che:
Sono necessari abbigliamento e dotazioni adeguati alla camminata, considerata l’altezza vestirsi a cipolla portando con sé anche indumenti caldi e una protezione per la pioggia.
L’attività proposta è fruibile dai soci in buone condizioni fisiche e idoneo allenamento per affrontare il percorso.
L’associazione si riserva la facoltà di escludere dalla partecipazione, al momento dell’iscrizione i soci che non ritiene idonei all’attività proposta o, prima di partire, i soci privi di abbigliamento e/o calzature adeguate a garantire la percorribilità dell’itinerario proposto in sicurezza.
Si raccomanda di rispettare gli orari indicati per l’escursione
Si consiglia di avere nello zaino acqua, barrette energetiche e/o integratori.
Per prenotazioni e informazioni entro e non oltre le ore 20:00 di venerdì 20 giugno 2025
LA RESISTENZA NEL RIFUGIO DEI VALDESI Barma d’Aut ed il Vallone degli Invincibili
Resistere! Questa la parola d’ordine dei “ribelli” che in epoche diverse sfruttarono questi luoghi nascosti e impervi della Val Pellice per trovare rifugio, nel 1600 i combattenti Valdesi sotto le persecuzioni dell’esercito sabaudo, tra il 1943 e il 1945 i partigiani durante la Lotta di Liberazione per sfuggire ai rastrellamenti nazi-fascisti. Nell’ambito del programma “Passi in Libertà” proponiamo ai soci un’uscita in tecnica nordic walking sui sentieri del Vallone di Subiasco, conosciuto anche come “Vallonedegli Invincibili”, che grazie alla sua morfologia e alle sue risorse naturali, offrì protezione e rifugio sicuro alle genti che ad esso si affidarono e oggi offre a noi, semplici viandanti, emozioni e vedute spettacolari in un angolo selvaggio e affascinante della Val Pellice.
I fatti storici
La Val Pellice fu uno dei primi luoghi dove si sviluppò una resistenza diffusa e spontanea che diede origine a numerosi gruppi indipendenti prendendo il nome dalle borgate in cui trovarono primo rifugio. Nacquero così le bande di Serre Sarsenà (comandante “Gayot”), delle borgate di Bessè e di Bodeina (comandanti Barolin e “Capun” ), del Ciarmis (comandante “Ricou del Ciarmis”), dei Chabriols (comandante “René”). In seguito questi gruppi diedero origine alle brigate GL, che occuparono l’intera valle e la vicina valle Germanasca, o si unirono alle brigate Garibaldi che presidiavano la vicina valle di Luserna e le alture del Montoso. La tradizione di lotta dei Valdesi, da sempre contro ogni persecuzione, spinse la stragrande maggioranza della popolazione civile a prendere posizione, dapprima alle persecuzioni contro gli ebrei e dopo l’8 settembre contro il nuove regime fascista repubblicano. In valle vennero ben presto costituiti un comando unificato ed un’unica intendenza, grazie alla presenza di personalità carismatiche e capaci dal punto vista organizzativo. Presso la borgata Bessè, punto di partenza del nostro itinerario, si stabilì fina dal 1943 una parte della banda partigiana del Vilar, comandata da Antonio Prearo “Capun” e proprio con una riunione tenuta in una baita del paese iniziò la riorganizzazione delle forze partigiane in valle dopo il durissimo rastrellamento del marzo 1944. Alla fine di aprile del 1944 fu stabilita una nuova base logistica presso la conca del Prà (nei pressi di Villanova) e approntate postazioni difensive al colle Barant e al Colle della Croce. Qui ricevevano rifornimenti di armi, viveri e vestiario grazie ai lanci aerei alleati che permisero di estendere progressivamente il controllo a tutta l’alta valle organizzando una linea difensiva “mobile”. L’alta val Pellice divenne così, per un breve periodo, una zona liberata che ospitava per l’addestramento le reclute partigiane che giungevano sempre più numerose dopo la chiamata alla leva nell’esercito fascista. Altre forze partigiane del Bargese e gruppi GL valdesi si unirono successivamente realizzando così una fattiva collaborazione tra bande di diversa ideologia politica. Questa esperienza si concluse nell’agosto 1944 allorquando, fallito l’assalto al presidio fascista di Bibiana, le forze nazifasciste nell’intento di risolvere la situazione in Val Pellice, iniziarono un grande rastrellamento che forzò la linea difensiva attestata a sud del Pellice e costrinse il gruppo attestato al Pian del Prà a ritirarsi precipitosamente verso il vallone dei Carbonieri ed il rifugio Barbara. La popolazione civile di Villar Pellice e Bobbio Pellice visse momenti di terrore ad opera di reparti di SS ucraine, soldati capaci di comportamenti ancor più feroci degli stessi nazisti. A settembre si aggiunsero reparti di Alpenjager tedeschi, al fine di controllare il confine e le vie di comunicazione con la Francia. Questo inasprimento della repressione in valle determinerà l’inizio della fase di “pianurizzazione” della guerra partigiana, con il progressivo trasferimento di gran parte delle bande partigiane nella pianura piemontese e sulle colline di Langa e Monferrato ed il prosieguo della lotta organizzata in piccoli gruppi combattenti nascosti nelle casine e nelle piccole frazioni isolate. Gli unici presidi rimasti in Val Pellice faranno base per tutto l’inverno 1944-45 a Serre Sarsenà con compiti di collegamento tra il comando e le missioni alleate.Il 23 aprile le truppe nazifasciste dislocate in val Pellice ricevettero l’ordine di abbandonare le posizioni e ripiegare su Torino. Rifiutata la richiesta di resa incondizionata avanzata dal comando partigiano, il 27 aprile iniziò la ritirata, incalzata da vicino dai garibaldini della Val Luserna e dai GL della Brigata Val Pellice con duri scontri e azioni di disturbo delle autocolonne, che divenne ben presto rotta confusa. La sera del 27, con il cessare delle ultime resistenze, i partigiani entrarono in Torre Pellice completando così la liberazione dell’intera vallata.
(note storiche tratte dal libro “Sui sentieri della guerra partigiana in Piemonte” di Diego Vaschetto)
L'itinerario proposto
Il nostro itinerario parte dal parcheggio poco oltre la borgata Bessè, che si raggiunge percorrendo in auto la Val Pellice in direzione Bobbio Pellice e imboccando, poco prima del paese subito a valle del ponte sul torrente Subiasco, la carrozzabile sulla destra seguendo le indicazioni per Meynet-Bessè e il Vallone degli Invincibili. Lasciate le auto, imbocchiamo un sentiero pianeggiante a sx (bacheca con indicazioni, segnavia 128) che, dopo aver superato una prima barma, si inoltra nel vallone di Subiasco, dominato dallo scuro sperone di Rocca Ciabert.
La mulattiera procede in moderata pendenza con un mezzacosta ricavato sul fianco del ripido pendio. Superato un primo ed un secondo rio, con percorso in saliscendi, giungiamo sotto il Torrione di punta Rubinella (1150m). Una bella mulattiera selciata risale quindi il ripido versante opposto con una serie di svolte che termina sul ciglio del pendio dominato da uno sperone roccioso, punto naturale difensivo, e per noi di osservazione, di questo vallone. Segue un tratto in diagonale con moderata pendenza attraverso un bel boschetto di faggi e larici.
Continuando con il mezzacosta si entra nella parte più selvaggia dell’itinerario, raggiungendo il fondo del vallone chiuso tra strette pareti in apparenza invalicabili. Attraversato il torrente, con una bellissima cascata, il sentiero inizia a risalire sul versante opposto una ripida parete rocciosa tramite un’ardita mulattiera (muretti di sostegno e tratti scavati nella nuda roccia) fino a raggiungere una finestra rocciosa utilizzata come posto di guardia delle vedette partigiane (1440m). Volgendo lo sguardo indietro ci renderemo conto dell’ingegno umano e dell’impegno che hanno portato a tracciare un percorso che ha reso questo luogo solitario uno dei posti più affascinanti della Val Pellice. Percorsa ancora una diagonale lungo un versante prativo, un’ ultimo tratto a mezzacosta in un rado bosco termina in prossimità della conca erbosa che ospita le baite diroccate (barme) e le più recenti unità silvo-pastorali di Barma d’Aut (1510m). E proprio qui, nel 1686, si rifugiarono le ultime milizie combattenti valdesi del capitano Paul Pellenc. Dopo mesi di guerra partigiana, le truppe del duca Vittorio Amedeo II dovettero venire a patti con i rivoltosi “invincibili” consentendo loro di espatriare in Svizzera con l’onore delle armi e portare con se i congiunti tratti dalle prigioni piemontesi. Quasi tre secoli dopo, furono ancora questi luoghi a dare rifugio sicuro ai “nuovi” partigiani, sfruttando le grotte e gli anfratti nascosti (pertus) difficilmente raggiungibili, dono della natura agli uomini coraggiosi. Dalle baite e dal recente bivacco costruito in loco si dipartono poi due sentieri per la grandiosa posizione dell’Alpe Subiasco (1880m) e per la Rocca Chabert da cui la discesa su Bobbio Pellice attraverso la borgata Sersenà. Per il rientro al punto di partenza noi utilizzeremo invece lo stesso percorso di andata. Tornati alle auto, per quanti lo desiderano, proseguiremo tramite una comoda strada sterrata (segnavia 129) verso l’accogliente Rifugio degli Invincibili (1,5 km dal parcheggio) per un “terzo tempo” con vista aerea sulla valle Pellice.
Cenni di toponomastica locale Molti sono i termini autoctoni con i quali, in valle, vengono indicati i luoghi naturali ed i manufatti abitativi che incontreremo nel nostro itinerario. Ne riportiamo alcune definizioni: Pertus:piccole caverne con accessi stretti e poco riconoscibili Bars: cenge rocciose poste in mezzo ad alte pareti raggiungibili con difficoltà e invisibili dal fondovalle Barme: edifici riparati sotto pareti strapiombanti
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Informazioni tecniche per i Soci del Nordic Walking Volpiano:
Punto di ritrovo : ore 8:30Villar Pellice – bar “Piazza Willy Jervis” clicca qui Qui compatteremo i posti in auto e saliremo al piccolo parcheggio della borgata Bessè (5 km da Villar Pellice) Parcheggio autovetture: Parcheggio Borgata Bessè
Il punto di ritrovo dista: da Volpiano circa 83 km (1h 10m circa di viaggio in auto) da Torino Parco Pellerina 68 km (1h circa di viaggio in auto) Ritrovo Val Pellice: ore 8:30 Inizio camminata: ore 9:15 Durata camminata: 4,5-5:00 ore circa escluse soste (percorso principale) + 1 ora (estensione facoltativa al Rifugio degli Invincibili) Lunghezza: 7 km circa (percorso principale) + 3 km circa (estensione al Rifugio degli Invincibili) Dislivello: 600m D+ (percorso principale) + 300m D+ (al Rifugio degli Invincibili) Difficoltà: E Esposizione: S e SE Tratti esposti: il percorso si sviluppa in ambiente alpino su sentiero mezzacosta, ben mantenuto e completamente camminabile (classificazione E). Sono presenti alcuni brevi e facili passaggi esposti dove è richiesto piede fermo e assenza di vertigini Altitudine minima: 1022m slm Altitudine massima: 1514m slm Pranzo al sacco Punti acqua: alla partenza (Villar Pellice) e all’arrivo (Barma d’ Aut) Segnale rete cellulare generalmente presente lungo tutto il percorso
Vi ricordiamo che:
Sono necessari abbigliamento e dotazioni adeguati alla camminata, considerata l’altezza vestirsi a cipolla portando con sé anche indumenti caldi e una protezione per la pioggia.
L’attività proposta è fruibile dai soci in buone condizioni fisiche e idoneo allenamento per affrontare il percorso.
L’associazione si riserva la facoltà di escludere dalla partecipazione, al momento dell’iscrizione i soci che non ritiene idonei all’attività proposta o, prima di partire, i soci privi di abbigliamento e/o calzature adeguate a garantire la percorribilità dell’itinerario proposto in sicurezza.
Si raccomanda di rispettare gli orari indicati per l’escursione
Si consiglia di avere nello zaino acqua, barrette energetiche e/o integratori.
Per prenotazioni e informazioni entro e non oltre le ore 20:00 di venerdì 13 giugno 2025
Il Cammino di Oropa della Serra, lungo 62 km, è stato ideato nel 2012 da Alberto Conte, presidente dell’Associazione Movimento Lento e della Casa del Movimento Lento di Roppolo, che tuttora lo sostiene e lo promuove in prima persona, collaborando con associazioni locali, in primo luogo l’Associazione degli Amici della Via Francigena di Santhià e con il Santuario di Oropa. Il cammino è segnalato con una freccia gialla su sfondo nero che indica la direzione di Oropa.
Iniziamo il Cammino di Oropa insieme, incamminandoci lungo le quattro tappe di difficoltà crescente, dalla pianura agricola alle montagne, attraversando una grande foresta, toccando castelli, antichi borghi, luoghi dello spirito, ammirando panorami indimenticabili.
Affrontiamo il cammino con la nostra Credenziale, il passaporto del pellegrino, pronti a riempirlo di timbri raccolti tappa dopo tappa. Ogni segno sulla carta racconta un pezzo del nostro viaggio e, una volta arrivati a Oropa, ci permetterà di ricevere il Testimonium, la meritata ricompensa per il nostro percorso.
E per chi non riuscirà a completare tutte le tappe? Nessun problema! Potrà sempre riprenderle in autonomia, perché il cammino aspetta… e i timbri anche! 👣🚶🏻♂️🚶🏼🚶🏿♀️
DIARIO DI VIAGGIO
22 febbraio 2025 TAPPA 1️⃣ – SANTHIA’ ➡️➡️➡️ ROPPOLO 16,5 km, con 230 m dislivello in salita
“L’arte di incastrare 34 persone e relative auto”
Siamo in 34. Un numero che ci riempie di gioia… ma anche di una sana dose di logistica! Coordinare spostamenti, auto e persone è quasi come risolvere un cubo di Rubik alla cieca, ma niente paura: con un po’ di organizzazione e tanta collaborazione, tutto si incastra alla perfezione.
Visto che il punto di partenza e quello di arrivo non sono poi così lontani, decidiamo di recuperare le auto in autonomia, evitando il noleggio di un bus. Per ridurre il numero di veicoli in movimento e ottimizzare i trasporti, mettiamo in piedi un’efficiente rete di auto navetta. Gli autisti vengono riaccompagnati a Santhià per recuperare le macchine, mentre altri si muovono da Volpiano e Torino.
Un piccolo puzzle su quattro ruote, risolto grazie alla disponibilità, alla pazienza e – diciamolo – a un pizzico di talento da stratega. Alla fine, tutto fila liscio e possiamo concentrarci sulla cosa più importante: il nostro cammino. 🚶♂️🚗🚙
“Il cammino”
Si parte dal parcheggio del cimitero di Santhià… perché, si sa, i veri scaramantici non si accontentano di un parcheggio qualsiasi! Dove potresti trovare un inizio più fortunato se non tra le lapidi? Dopo tutto, chi meglio degli spiriti può darci una mano a trovare il nostro cammino?
Da Santhià, il cammino si snoda lungo la Via Francigena, il più famoso e antico cammino italiano, verso le dolci colline dell’anfiteatro morenico d’Ivrea. Lo affrontiamo in una giornata uggiosa, ma cerchiamo di godere del paesaggio che ci avvolge, consapevoli che anche le nuvole possono offrire una bellezza unica.
Dopo una piccola sosta per uno spuntino alla Cascina Maresca, si prosegue verso Cavaglià, dove possiamo finalmente gustarci un caffè dalla sedia e dare fondo alle nostre provviste!!
Presso l ‘INFO POINT ci accoglie con un grande sorriso un volontario dell’Associazione che gestisce il Cammino di Oropa. Con entusiasmo e un tocco di magia, ci dona un simpatico cappellino da elfo, arricchito da una piuma colorata. Un dettaglio speciale, che non è solo un omaggio, ma un simbolo: ognuno di noi lo aggancia allo zaino, trasformandolo in un piccolo portafortuna, destinato a restare tra i ricordi di questo cammino. 🎒🧢✨
e non solo.. la foto che ci scatta la posta su Facebook e riceviamo i complimenti per essere stati il gruppo più numeroso non parrocchiale ad aver partecipato al cammino… WOW !!
Ci racconta anche che lungo il nostro cammino potremmo avere la fortuna di incontrare elfi o altre figure magiche 🪄🪄🪄
Non li abbiamo visti, ma sappiamo che sono lì, da qualche parte tra i boschi. E così, ognuno di noi ha lasciato, almeno con il pensiero, un piccolo sogno nella loro buca delle lettere
Dopo aver attraversato il paese di Cavaglià, arriviamo a Roppolo, dove svetta l’imponente castello. Da lassù si dovrebbe ammirare un magnifico panorama sul lago di Viverone… quando la nebbia lo permette.
Oggi no. 😄
Ma poco importa! Siamo comunque felici di aver raggiunto il nostro traguardo e, soprattutto, di aver conquistato il primo timbro del nostro cammino. Un piccolo segno sulla credenziale, un grande passo nella nostra avventura! 🚶♂️🎒✨
6 aprile 2025 TAPPA 2️⃣ – ROPPOLO’➡️➡️➡️ SALA BIELLESE 17,6 km, con 359 m dislivello in salita
“Dovevano partire in 30 sono arrivati in 14”
Eh si! La data stabilita per la seconda tappa era il 22 marzo… ma le condizioni metereologiche ☔️insieme al raduno degli alpini 🎺 hanno segnato nuovamente la necessità di un cambio data per questo Cammino di Oropa: seconda tappa quindi fissata per il 6 aprile.
E da 34 siamo diventati un gruppo di 14 coraggiosi pellegrini Nordic Walking Volpiano 💪🥾.
Tutti insieme, ben compattati in tre auto 🚗🚗🚗 per la massima sostenibilità ambientale del pianeta 🌍 abbiamo raggiunto Roppolo, la nostra località di partenza.
Il gruppo non si è astenuto dal prepararsi al meglio con ottimo caffè ☕ e esercizi di rilassamento e di chi-kung 🧘♀️🧘♂️, pronti per raggiungere la meta: Sala Biellese.
“Il cammino”
Il gruppo è partito in una splendida caldissima giornata di sole e ha raggiunto i tre castagni secolari, nella rigogliosa campagna di Roppolo, dove le viti di Erbaluce e Nebbiolo sono state sostituite da campi di kiwi e ulivi.
Alla panchina originale Big Bench noi abbiamo preferito la piccola e semplice panchina di ‘recupero imballo’: sostenibilità e riciclo a favore della natura sempre! ⬇️⬇️⬇️⬇️⬇️⬇️⬇️⬇️
Il gruppo avanza con due ritmi differenti… metà partecipanti “divorano” la strada con grande decisione, metà gruppo si “gusta” il cammino.
⬆️⬆️ CHI GUSTA ⬆️⬆️
⬆️⬆️ CHI DIVORA PASSI ⬆️⬆️
“La trasformazione dei pellegrini in cammino”
I pellegrini Nordic Walking Volpiano sono l’unico gruppo in percorrenza in questa tappa di percorso che dopo aver superato Zimone arriva a Bose.
Il Monastero, luogo privilegiato di silenzio, pace e accoglienza 🙏🕊️✨, ha accolto il nostro gruppo di pellegrini… non troppo silenzioso 😅🎶.
E nell’immortalare il raggiungimento di questa metà tappa con una fotografia 📷 in cui essere tutti presenti, dopo aver con fatica trovato un fotografo volontario esterno al gruppo , con grande sorpresa a metà cammino ci siamo già visti pellegrini “immortalati e pervasi da un’aura luminosa” 😇🌟 in piena via di trasformazione .
In effetti non avevamo più ritmi diversi, ma eravamo capaci a passo omogeneo e sempre più compatti di proseguire il cammino, attraversando il favoloso ricetto di Magnano.
La nostra credenziale ha iniziato a riempirsi di timbri guadagnati a suon di veloci passi.
Il bosco era sempre più da fiaba (e a tratti sempre più simile alla nostra Vauda di Via Ronchi); la voglia di raggiungere, anche se con fatica, l’ultimo timbro era sempre più forte in tutti.
E tra una lettura di km mancanti del GPS di uno e dell’altro pellegrino 🤔 a confronto, il traguardo è arrivato 🏁 e i timbri di Sala Biellese sono stati registrati nella credenziale di tutti : STANCHI😮💨, TRASFORMATI ✨🧘♂️ e FELICI😄🎒💚.
31 maggio 2025 TAPPA 3️⃣- SALA BIELLESE ➡️➡️➡️ GRAGLIA 15,7 km, con 511 m dislivello in salita
1 giugno 2025 TAPPA 4️⃣- GRAGLIA ➡️➡️➡️ SANTUARIO DI OROPA 14,8 km, con 755 m dislivello in salita
con pernottamento al Santuario di Graglia 🛏️⛪
Con lo zaino in spalla 🎒, gli amici bastoncini 🦯 e il cuore aperto 💛 si è concluso il Cammino di Oropa. Un’esperienza che porteremo con noi, costruita con mattoni di fatica e risate, di passi silenziosi e parole condivise, di panorami che levano il fiato e pensieri che trovano spazio. Abbiamo camminato tra boschi antichi e borghi sospesi nel tempo, respirando la libertà che solo il ritmo lento del cammino sa regalare. Ogni tappa è stata una conquista, ogni incontro un dono. Un grazie speciale agli organizzatori e agli accompagnatori, che con sensibilità e passione hanno saputo guidarci, estrarre emozioni da ogni momento e creare un’atmosfera autentica e accogliente. Grazie a loro, questo cammino è diventato qualcosa di più: un’esperienza di connessione profonda, con la natura, con gli altri, e con noi stessi.
Ora che siamo arrivati, sappiamo che il vero traguardo non è la meta, ma il cambiamento che avviene dentro, passo dopo passo, sentiero dopo sentiero.
ECCOCI… ALL’ ARRIVO
ECCOCI …. IN UN VIDEO RIASSUNTIVO DELL ‘INTERO CAMMINO
ED ECCOCI … protagonisti in un racconto che è una piccola perla di umorismo, affetto e creatività. La cronaca surreale e affettuosa delle due ultime tappe di un pellegrinaggio vissuto in modo spensierato e divertito.
Si ride, ma si sente anche l’affetto vero per le persone e la forza silenziosa della fede
Sabato 31 maggio
Oggi, 31 maggio, ultimo giorno del mese dedicato alla Vergine Maria, con il benestare del Direttore e della Direttrice (ill.mo Dr. Ing. Gran Ammiraglio etc. etc. Marco e della Direttrice Nicoletta, Gran Duchessa etc. etc.), è iniziata una due giorni che porterà i nostri ospiti a pellegrinare verso i santuari di Graglia e Oropa. La sveglia è suonata prestissimo. Ritrovo a Sala (Biellese)… chi più, chi meno… e poi finalmente la partenza del pellegrinaggio, accompagnati come sempre dal Capo Infermiere SS (Silvio Santi) e dalla nuova Geriatra, Dott.ssa Stefania Con…ventini. Con grande sorpresa, alla partenza si è presentata una troupe di Canale 5 coordinata dalla nota conduttrice Myrta Merlino, curiosa di vedere e documentare dal vivo questo esperimento geriatrico 10.10.Dopo i primi 5 km, oltre ai soliti problemi di incontinenza, iniziavano le visioni (per i più anziani): angeli con trombetta, cinghiali maculati, boa reali etc. etc. Ma il culmine della tensione è arrivato al km 12.7, con uno scontro verbale tra le donne del gruppo che affermavano di aver avuto apparizioni in sequenza di Santa Rita da Cascia, Santa Brigida, Santa Honoré.Solo grazie al tempestivo intervento del poliziotto Uber (già Kojak nella precedente gita) e del Maresciallo Frengo veniva riportata la calma. Fu così che Padre Brown (Andrea) intonò il noto canto dei Ricchi e Poveri: “Mamma, mamma, ma mamma, mamma Maria…” 🎶🎶e ritornò finalmente la quiete!
Ripreso con difficoltà il difficile e ripido percorso, al km 15.8 l’Arcangelo Gabriele, vedendo la tribolazione di questa Armata Brancaleone, si è messo a tirare direttamente il gruppo, portandoci così sani e salvi al Santuario di Graglia, dove avremmo poi passato la notte nell’ostello adiacente.… E qui è avvenuto l’incredibile: tutti, ma proprio tutti, giurano che ad accoglierci e a darci le chiavi delle nostre camere sia stato San Pietro in persona!
Domenica 1 giugno
RSA Cuc… Una seconda giornata! Prima di descrivere la seconda ed ultima tappa del cammino, è importante tornare alla notte tra sabato e domenica, perché si sono verificati alcuni casi di sonnambulismo, forse dovuti alla leggerissima cena della sera precedente (trippa, castagne e polenta!!!). La situazione ha richiesto l’intervento del Tenente Colombo e di Marta Flavi per convincere i due che si sentivano, rispettivamente, Mary Poppins e il Barone Rosso (per privacy non è possibile comunicare i loro nomi), a scendere dal cornicione dell’ostello. Ritornata la calma, si è fatta ora della sveglia e della colazione, dove, con grande meraviglia, hanno tenuto il briefing giornaliero San Francesco e Robert Redford, specialisti nel parlare con/gli Animali… Ricevuta la benedizione, siamo finalmente partiti per la tappa finale, consci delle difficoltà che avremmo ben presto incontrato. Tant’è che in tanti abbiamo pensato alla cara Silvia, rimasta a casa: soprattutto ci sono mancati i suoi biscotti “allucinogeni” – i famosi biscotti di “Maria” (per rimanere in tema) – che ci sarebbero serviti per affrontare con più… spensieratezza… la tremenda salita! Giunti più o meno al km 7, sono iniziati i primi problemi di aerofagia e meteorismi vari, con emissioni di CO₄ a livelli massimi, causando gravi disagi ai numerosi gruppi che ci seguivano…
Nel frattempo, a guidare il gruppo c’era Saverio che, all’improvviso, ha iniziato a lanciare urli tarzaneschi e a trasformarsi fisicamente, assumendo una colorazione celeste. Scopriremo poi che la causa era dovuta a un errore dell’Infermiere SS nella distribuzione delle pastiglie del mattino (pastiglia blu…). Richiamati tutti all’ordine dalla Dott.ssa Stefania, il cammino è proseguito fino al km 14, dove finalmente abbiamo potuto fare una sosta ristoratrice al chiosco gestito dai Tre Re Magi, dove – come potete immaginare – Bamba, Incenso e soprattutto Birra non potevano mancare. Rigenerati, ma soprattutto alterati, abbiamo letteralmente divorato gli ultimi difficili km restanti.
Giunti finalmente in vista del Santuario, ci è venuto incontro un piccolo comitato d’accoglienza composto da Don Lurio, Don Bairo, Don Abbondio, accompagnati dai rispettivi cani: Rin Tin Tin, Lessie e Snoopy. All’entrata in basilica siamo stati accolti da cori celestiali di angeli con tromba, Coro della SAT, coro 4+4 di Nora Orlandi… ma alla vista di questa truppa di disgraziati, la Vergine Maria è improvvisamente sbiancata, riprendendo colore solo dopo alcuni minuti!
Ricevuta la benedizione finale, non ci restava che uscire… ma proprio in quel momento è avvenuta la Carrambata del secolo!
Ripresa dalla troupe di Canale 5, capitanata dalla signora Merlino, SS si è inginocchiato improvvisamente chiedendo l’attenzione della stessa MM (M. Merlino)… Panico tra il pubblico… il coro ha intonato, seguito dal folto pubblico: “Meno male che Silvio c’è…” In quel momento, il nostro Silvione ha chiesto la mano della signora Merlino, offrendole non il solito anello di fidanzamento (ormai passato di moda), ma… il suo libretto della pensione!!! (Mitico.) Applausi, abbracci, emozione a mille… si chiudeva così una due giorni memorabile, piena di fatica e di emozioni vere.
Grazie a tutti i partecipanti.
P.P.S. (Piccolo Pensiero Serio): Maria è soprattutto Madre. Ama tutti i suoi figli, credenti e non credenti… e soffre nel vederli in difficoltà. Porti pace nei nostri cuori, nelle nostre famiglie… e nel mondo.
AUTORE: PAOLO G. (scrittore partecipante e burlone per vocazione al quale va un super grazie)
Il Sacro Monte di Belmonte, situato in Piemonte nei pressi di Valperga (TO), è uno dei Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia, riconosciuti come Patrimonio UNESCO nel 2003.
Partendo da Valperga, il nostro cammino ci condurrà lungo un suggestivo percorso immerso nella natura.
Lungo il tragitto incontreremo 13 cappelle, costruite nel XVIII secolo, che scandiscono le tappe della Via Crucis raccontando la Passione di Cristo. Ogni cappella è una piccola opera d’arte, capace di trasmettere emozioni intense attraverso la teatralità delle scene rappresentate.
Oltre al suo valore spirituale, il Sacro Monte di Belmonte è anche una meta ideale per chi, come noi, ama le passeggiate nella natura. Il percorso si snoda infatti tra boschi di castagni e affioramenti granitici, attraversando anche le sabbionere, ampie distese di sabbia naturale che si sono formate nel corso dei secoli per l’erosione della roccia granitica. Questi ambienti, dal fascino quasi lunare, rappresentano una particolarità geologica del territorio e rendono il paesaggio ancora più vario e suggestivo.
🧐 Curiosità
Sapevi che il ramo occidentale del Cammino di Oropa collega il territorio del Canavese con il Biellese, passando proprio attraverso il suggestivo Sacro Monte di Belmonte? Ecco un motivo in più per partecipare a questa escursione. 👍👍
L’itinerario culmina nel Santuario di Belmonte, un antico luogo di culto mariano situato sulla sommità del monte, a 727 metri di altitudine. Da qui, lo sguardo si apre su un panorama mozzafiato che abbraccia l’intero Canavese, regalando un momento di pace e contemplazione.
Un’escursione tra Arte, Storia e Natura, perfetta per chi desidera riscoprire un luogo carico di spiritualità e bellezza.
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Informazioni tecniche per i Soci del Nordic Walking Volpiano:
Ritrovo ore 9:00 davanti Chiesa Parrocchiale di VALPERGA link punto di ritrovo Parcheggio: lungo Via Giuseppe Mazzini a VALPERGA link parcheggio
Il punto di ritrovo dista: da Volpiano circa 35 km (40 m circa di viaggio in auto) da Torino Parco Pellerina 55 km (55 m circa di viaggio in auto) Inizio camminata: ore 9:15 Durata camminata: 6:00 circa comprensiva di soste e pausa pranzo Lunghezza: 13 km circa Dislivello: 670m D+ Difficoltà: E Tratti esposti: non ci sono tratti esposti Altitudine minima: 382 m slm Altitudine massima: 747 m slm Segnale rete cellulare quasi sempre presente lungo il percorso Acqua presente alla partenza, al Sacro Monte e all’arrivo.
Vi ricordiamo che:
Sono necessari abbigliamento e dotazioni adeguati alla camminata, considerata l’altezza vestirsi a cipolla portando con sé anche indumenti caldi e una protezione per la pioggia.
L’attività proposta è fruibile dai soci in buone condizioni fisiche e idoneo allenamento per affrontare il percorso.
L’associazione si riserva la facoltà di escludere dalla partecipazione, al momento dell’iscrizione i soci che non ritiene idonei all’attività proposta o, prima di partire, i soci privi di abbigliamento e/o calzature adeguate a garantire la percorribilità dell’itinerario proposto in sicurezza.
Si raccomanda di rispettare gli orari indicati per l’escursione
Si consiglia di avere nello zaino acqua, barrette energetiche e/o integratori.
Per prenotazioni e informazioni entro e non oltre le ore 20:00 di venerdì 16 maggio 2025
LA RESISTENZA DEL COLLE DEL LYS: con la Brigata Cima su sentieri e valichi tra le valli di Susa, Lanzo, Ceronda e Casternone
Nell’ambito del programma “Passi in Libertà” mercoledì 16 aprile proponiamo ai soci un’uscita in tecnica nordic walking sui sentieri intorno al Colle del Lys sulle orme dei partigiani della 17ma Brigata Garibaldi “Felice Cima” che durante i mesi della lotta di liberazione operò lungo lo spartiacque che separa la Val di Susa dalle Valli di Lanzo.
I fatti storici
La Brigata Cima nacque nei primi mesi del 1944 dalla fusione di alcuni gruppi partigiani che operavano nelle aree a monte di Valdellatore, Almese, Villardora e Condove. L’acquartieramento nei dintorni del colle del Lys fu scelto in virtù della sua posizione strategica in prossimità della pianura torinese, della possibilità di trovare riparo nelle numerose “muande” presenti nella zona e dell’esigenza di mantenere aperte vie di comunicazione sicure tra la valle di Susa e le valli di Lanzo al fine di garantire i rifornimenti alle formazioni partigiane che operavano in queste valli e consentirne i ripiegamenti durante i rastrellamentiDurante i primi mesi di lotta, la Brigata si rese protagonista di numerose azioni di sabotaggio ad industrie, infrastrutture e presidi fascisti, azioni culminate con l’audace assalto all’Aeritalia nell’agosto del 1944. La risposta delle forze nazifasciste non si fece attendere: i rastrellamenti si fecero sempre più intensi fino all’episodio chiave avvenuto il 2 luglio 1944 quando un’imponente colonna di mezzi e reparti specializzati risalì la strada per il colle del Lys decisa a smantellare le roccaforti partigiane attestate in particolare presso Rubiana, Favella, Mompellato ed il santuario della Madonna della Bassa.
I combattimenti furono durissimi, la disparità di uomini e mezzi causò numerose perdite e costrinse gli uomini della Brigata a sganciarsi e ritirarsi verso la montagna in luoghi meno accessibili. Durante questi momenti confusi di sbandamento i fascisti riuscirono a catturare un gruppo di 26 giovani cremonesi, da poco aggregatisi alle unità partigiane, che non pratici dei luoghi avevano tentato la fuga verso Rubiana occupata dalle forze nazifasciste. Fatti prigionieri vennero tutti seviziati e torturati prima di essere giustiziati. Le loro salme poterono essere recuperate dai compagni solo alcuni giorni dopo per dare loro sepoltura in una fossa comune. Questo fatto di sangue costituisce uno degli eccidi più efferati della storia della Resistenza in Piemonte. Ai martiri della libertà sono dedicati un monumento presso il Colle del Lys ed una commemorazione ufficiale che ricorre tutti gli anni intorno al 2 di luglio.
L'itinerario proposto
Il nostro itinerario parte dal piazzale del Colle del Lys nei pressi del monumento ai caduti partigiani. Una strada sterrata si diparte dal piazzale in direzione NE, lungo le pendici del Monte Arpone (segnavia 102B). Dopo aver percorso alcuni km in saliscendi, in corrispondenza della Fontana Barlot (possibilità di rifornimento d’acqua) un sentiero (segnavia 102B) si distacca con direzione SSE a dx della strada principale e si inerpica con ripida ma breve salita fino al Colle della Portia (1328 m) nel cui erboso pianoro sorge l’omonimo Rifugio (incustodito e sempre aperto). Di fronte al rifugio è presente una bacheca esplicativa che ricorda le gesta partigiane in questi luoghi e riporta la mappa del percorso che da qui seguiremo.
Imbocchiamo quindi il Sentiero Partigiano (segnavia 012) che risale le pendici del picco montuoso sovrastante (Il Pilone, 1467 m) e lo aggira sulla dx per poi continuare in direzione ENE con percorso panoramico fino a raggiungere il Colle Lunella (1372 m), avendo cura di trascurare la diramazione (segnavia 102) che poco prima del colle sulla sx scende verso la località San Vito di Lunella. Riprendendo il nostro cammino, dal colle Lunella percorriamo il panoramico sentiero di mezza costa (segnavia 102D) che alla base del Monte Colombano e in direzione NNO porta al Colle Grisoni (1398 m), punto più alto del nostro itinerario. Discendendo dal colle Grisoni imbocchiamo poi il sentiero in direzione SSO (segnavia 102A) che in rapida discesa ci porta a San Vito di Lunella (1240 m) dove sorge un rifugio ed una caratteristica chiesetta.
Per rientrare al Colle del Lys da San Vito imbocchiamo in direzione S la strada sterrata (segnavia 102C) che dopo alcuni km, all’altezza della Fontana Barlot, si raccorda con la strada sterrata già percorsa all’andata (segnavia 102B) e ci riporta al piazzale del Colle del Lys. Volendo visitare, tempo permettendo, anche il santuario della Madonna della Bassa, durante la guerra sede del distaccamento Franceschini della Brigata Cima, dal piazzale del Colle del Lys occorre seguire la strada asfaltata che ridiscende dal colle in direzione Rubiana (Val di Susa) e, poco dopo il primo tornante, imboccare il sentiero sulla sx (palina indicatrice) che scende nella pineta e con piacevole percorso trasversale raggiunge la strada in parte asfaltata (segnavia 570C) che conduce alla Madonna della Bassa. Itinerario di ritorno sullo stesso percorso dell’andata.
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Informazioni tecniche per i Soci del Nordic Walking Volpiano:
Ritrovo e parcheggio ore 8:45piazzale del Colle del Lys – Rubiana clicca qui
Il punto di ritrovo dista: da Volpiano circa 54 km (51 m circa di viaggio in auto) da Torino Parco Pellerina 40 km (44 m circa di viaggio in auto) Inizio camminata: ore 9:00 Durata camminata: 4,5-5:00 ore circa escluse soste (percorso principale) + 2 ore (estensione facoltativa alla Madonna della Bassa) Lunghezza: 12 km circa (percorso principale) + 6 km circa (estensione alla Madonna della Bassa) Dislivello: 465m D+ (percorso principale) + 221m D+ (estensione alla Madonna della Bassa) Difficoltà: E Tratti esposti: non ci sono tratti particolarmente esposti Altitudine minima: 1310 m slm Altitudine massima: 1398 m slm Segnale rete cellulare generalmente presente lungo tutto il percorso
Vi ricordiamo che:
Sono necessari abbigliamento e dotazioni adeguati alla camminata, considerata l’altezza vestirsi a cipolla portando con sé anche indumenti caldi e una protezione per la pioggia.
L’attività proposta è fruibile dai soci in buone condizioni fisiche e idoneo allenamento per affrontare il percorso.
L’associazione si riserva la facoltà di escludere dalla partecipazione, al momento dell’iscrizione i soci che non ritiene idonei all’attività proposta o, prima di partire, i soci privi di abbigliamento e/o calzature adeguate a garantire la percorribilità dell’itinerario proposto in sicurezza.
Si raccomanda di rispettare gli orari indicati per l’escursione
Si consiglia di avere nello zaino acqua, barrette energetiche e/o integratori.
Per prenotazioni e informazioni entro e non oltre le ore 20:00 di lunedì 14 aprile 2025
È passato un po’ di tempo dall’ultima volta che abbiamo avuto il piacere di camminare insieme, ed è proprio per questo che siamo ancora più felici di accogliere l’invito dell’ASD Cambio Passo di Biella! Un’occasione speciale per condividere la nostra passione per il cammino, riscoprire il legame con la natura e rafforzare l’amicizia che ci unisce.
Le nostre associazioni, entrambe parte della grande famiglia UISP, condividono lo stesso spirito: quello di chi ama esplorare il territorio con rispetto e curiosità, passo dopo passo, riscoprendo la bellezza dei luoghi e il piacere dello stare insieme.
Non vediamo l’ora di ricambiare questo invito e di ritrovarci presto su nuovi sentieri! 🚶♂️🌿😊
Pranzo a fine camminata facoltativo presso il ristorante BEL GIARDINO A CURINO (BRUSNENGO) al costo di 24 euro comprensivo di quanto segue:
Menu normale: 🍖 🍴insalata di tonno, fagioli borlotti e cipolle rosse 🍴flan di verdure 🍴vitello tonnato 🍴polenta e spezzatino 🍴1 litro di vino ogni 6 persone 🍴acqua 🍴caffè
Menu vegetariano:🥦 🍴insalata di tonno, fagioli borlotti e cipolle rosse 🍴flan di verdure 🍴empanadas vegetariana 🍴polenta e gorgonzola 🍴1 litro di vino ogni 6 persone 🍴acqua 🍴caffè
Informazioni tecniche per i Soci del Nordic Walking Volpiano:
Ritrovo ore 9:00 San Giacomo di Masserano- parcheggio davanti a “Sorelle Ramonda” (qui si accorperanno le auto) link Parcheggio
Il punto di ritrovo dista: da Volpiano circa 70 km (1h circa di viaggio in auto) da Torino Parco Pellerina 86km (1h 20m circa di viaggio in auto)
Vi ricordiamo che:
Sono necessari abbigliamento e dotazioni adeguati alla camminata, vestirsi a cipolla portando con sé anche indumenti caldi e una protezione per la pioggia.
L’attività proposta è fruibile dai soci in buone condizioni fisiche e idoneo allenamento per affrontare il percorso.
L’associazione si riserva la facoltà di escludere dalla partecipazione, al momento dell’iscrizione i soci che non ritiene idonei all’attività proposta o, prima di partire, i soci privi di abbigliamento e/o calzature adeguate a garantire la percorribilità dell’itinerario proposto in sicurezza.
Si raccomanda di rispettare gli orari indicati per l’escursione
Si consiglia di avere nello zaino acqua, barrette energetiche e/o integratori.
Per prenotazioni e informazioni:
🔴entro e non oltre le ore 20:00 di lunedì 7 aprile 2025 (per chi si ferma a pranzo) 🔴entro e non oltre le ore 20:00 di venerdì 11 aprile 2025 (per chi NON si ferma a pranzo)
Ritrovo:ore 14:00 davanti Parrocchia San Rocco a Grange di Front – Piazza San Rocco Parcheggio: Piazza San Rocco a Grange di Front e zone limitrofeclicca qui Il punto di ritrovo dista: da Volpiano circa 12 km (16 m circa di viaggio in auto) da Torino Parco Pellerina 34 km (32 m circa di viaggio in auto) Inizio camminata: ore 14:30 Termine camminata: ore 17:00
Nel cuore della Val di Susa, tra pareti rocciose scavate dall’acqua e un microclima sorprendente, l’Orrido di Foresto è una piccola meraviglia naturale. Qui, in un ambiente che dovrebbe essere tipicamente alpino, si sviluppa una vegetazione dal carattere marcatamente mediterraneo.
La gola acquisisce il suo nome grazie al poeta bellanese Sigismondo Boldoni che rimase affascinato da questo “Orrore di un’orrenda orrendezza”, inquietante e affascinante insieme.
L’Orrido di Foresto è stato classificato Riserva naturale nel 1998 dalla Regione Piemonte, prevalentemente per tutelare il Ginepro coccolone (Juniperus oxycedrus), un grande arbusto tipico della macchia mediterranea che intorno alle borgate Crotte e San Giuliano prospera in diverse centinaia di esemplari, unica stazione conosciuta all’interno delle Alpi.
tipico esemplare di Ginepro Coccolone 😉
L’area della Riserva si estende per 360 ettari sui comuni di Bussoleno e Susa ed è costituita dallo stupendo orrido scavato dal rio Rocciamelone e le limitrofe bastionate calcaree alternate a praterie xeriche, ovvero molto secche. Il substrato calcareo, l’ambiente mediterraneo e l’esposizione a sud ne fanno un luogo ideale per passeggiate ed escursioni anche in pieno inverno.
Lungo l’Orrido si incontrano tracce di insediamenti temporanei di pastori nomadi che gli scavi archeologici fanno risalire alla fine dell’Età del bronzo (III millennio a.C.). Inevitabilmente, luoghi così suggestivi e particolari hanno ospitato nei secoli luoghi di culto, come testimoniato dalle numerose rocce incise a coppelle e a figure antropomorfe. testimoni silenziosi di una storia ricca di spiritualità e connessione con la natura.
Le cave presenti alla base della bastionata calcarea hanno fornito il marmo per l’Arco di Augusto a Susa, per il Duomo di Torino e per altri edifici della Torino del XVII e XVIII secolo.
All’imbocco dell’Orrido, sul versante destro idrografico, si trova un vecchio nucleo di case addossate alla parete rocciosa che presumibilmente ospitava un lazzaretto dove venivano isolati gli appestati per contenere la diffusione delle epidemie. Questo importante patrimonio culturale è inserito all’interno del perimetro della Riserva per essere conservato e valorizzato.
Passo dopo passo il nostro percorso 👣👣
L’ itinerario inizia su stradina; dopo 200-300 metri si arriva a ridosso della montagna e di imbocca un evidente e largo sentiero che costeggia il pendio in direzione EST.
Poco oltre le pareti di roccia (Sito di arrampicata) il sentiero inizia a salire rapidamente in direzione Nord–Nord Ovest. Al primo bivio tenere la sinistra. Presente ottima segnalazione con cartelli e tacche rosso-bianche. Il sentiero sale velocemente fino alla località Piancolore, breve falsopiano erboso posto tra vari salti di roccia, e, superato lo stesso , riprende a salire volgendo in direzione NO.
Il sentiero, sempre ben segnato, arriva ad un colletto erboso che separa il Truc San Martino (Piccola cima erbosa vista arrivando a questo sentiero) dalla cresta che continua in direzione Nord. Seguiremo sempre le evidenti indicazioni per il Truc San Martino.
Raggiunto Truc San Martino e relativo punto di orientamento proseguiremo in direzione est fino a raggiungere un gruppetto di case parzialmente ristrutturate.
Qui si imbocca il sentiero di discesa che in breve tempo ci riporta alla base delle vie di arrampicata e quindi della balconata calcarea sede della cava, chiudendo in questo modo l’anello.
Raggiunta la chiesa (parcheggio) proseguiremo fino alla borgata di Foresto e quindi visiteremo l’imboccatura dell’orrido e l’antico lazzaretto.
L’ escursione si concluderà con il ritorno al parcheggio.
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L’ Orrido di Foresto è un angolo di Mediterraneo nel bel mezzo delle Alpi, un luogo dove la natura sorprende con i suoi contrasti e la sua storia. Un’escursione qui non è solo un viaggio nel paesaggio, ma anche nella geologia, nella botanica e nella cultura di una valle ricca di meraviglie.
PS Se vuoi vedere un autentico Ginepro Coccolone…. non ti resta che venire a camminare con noi !!! 😃😃
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Informazioni tecniche per i Soci del Nordic Walking Volpiano:
Ritrovo e parcheggio ore 9:15 davanti Chiesa di Foresto a Bussoleno clicca qui Il punto di ritrovo dista: da Volpiano circa 62 km (1 h circa di viaggio in auto) da Torino Parco Pellerina 47 km (50 m circa di viaggio in auto) Inizio camminata: ore 9:30 Durata camminata: 5:00 circa comprensiva di soste e pausa pranzo Lunghezza: 7 km circa Dislivello: 497m D+ Difficoltà: E Tratti esposti: non ci sono tratti esposti Altitudine minima: 465 m slm Altitudine massima: 880 m slm Segnale rete cellulare quasi sempre presente lungo il percorso Acqua presente alla partenza,
Vi ricordiamo che:
Sono necessari abbigliamento e dotazioni adeguati alla camminata, considerata l’altezza vestirsi a cipolla portando con sé anche indumenti caldi e una protezione per la pioggia.
L’attività proposta è fruibile dai soci in buone condizioni fisiche e idoneo allenamento per affrontare il percorso.
L’associazione si riserva la facoltà di escludere dalla partecipazione, al momento dell’iscrizione i soci che non ritiene idonei all’attività proposta o, prima di partire, i soci privi di abbigliamento e/o calzature adeguate a garantire la percorribilità dell’itinerario proposto in sicurezza.
Si raccomanda di rispettare gli orari indicati per l’escursione
Si consiglia di avere nello zaino acqua, barrette energetiche e/o integratori.
Per prenotazioni e informazioni entro e non oltre le ore 20:00 di lunedì 24 marzo 2025
PASSI IN LIBERTA’ 2 LA DONNA PARTIGIANA CORAGGIO, RESISTENZA, LIBERTÀ
Hanno combattuto. Hanno sofferto. Hanno vinto.
Nella Resistenza, migliaia di donne hanno lottato in prima linea. Sono state combattenti, staffette, infermiere, organizzatrici, commissarie di guerra. Hanno sfidato il regime, pagando con il carcere, la deportazione, la vita.
Senza le donne, la Resistenza non sarebbe stata possibile. Senza la Resistenza, non ci sarebbe libertà.
Le donne partigiane non sono solo memoria storica, sono esempio di forza, determinazione e libertà. Il loro sacrificio è un’eredità che dobbiamo custodire e trasmettere.
la Resistenza delle donne, forte, coraggiosa e mai finita
Il nostro 8 marzo, dedicato alla celebrazione della Donna Partigiana, rende omaggio alla straordinaria figura della maestra Cristina Carola Rolando. Per onorare la sua memoria, percorreremo insieme il sentiero a lei intitolato, inaugurato nel 2023.
Cristina Carola Rolando, conosciuta come la “maestra Cristina”, fu un’educatrice e partigiana coraggiosa. Nata nel 1908 a Forno di Coazze, insegnò nelle borgate montane del Piemonte. Durante la Seconda Guerra Mondiale, partecipò alla Resistenza come staffetta per la Divisione Val Chisone, offrendo rifugio ai partigiani. Tradita e arrestata, fu condannata a morte, ma la pena fu commutata in 28 anni di carcere. Sopravvisse a mesi di torture e privazioni senza mai tradire i suoi ideali. Liberata dai partigiani il 25 aprile 1945, tornò a Forno di Coazze per riprendersi e poi riprese l’insegnamento con dedizione fino alla vecchiaia.
Fu un esempio di forza e determinazione, trasmettendo ai suoi alunni non solo il sapere, ma anche i valori della resistenza e della dignità. Morì nel 1984, quasi dimenticata, in una casa di riposo. Solo negli ultimi anni la sua memoria è stata riscoperta e onorata con diverse intitolazioni, tra cui il sentiero a Coazze nel 2023 e una piazzetta a Bourcet nel 2010. La sua figura rappresenta il sacrificio silenzioso di molte donne che hanno combattuto per la libertà senza mai cercare riconoscimenti.
L’odierna Casa Alpina Evelina Ostorero era la scuola di borgata Ferria a Forno di Coazze. Qui la maestra Cristina ha insegnato nel dopoguerra fino alla pensione. C’erano due aule e due classi elementari e lei abitava al primo piano, in uno degli alloggi che spesso si prevedevano nelle scuole di montagna per ospitare le maestre, in tempi in cui le auto erano un lusso.
Una giornata dedicata alle donne partigiane: ecco alcuni video e materiali di approfondimento per riflettere insieme su questo prezioso patrimonio di memoria e libertà al femminile
🌹Da iStorica.it “Le storie nascoste delle donne partigiane”
LA GIORNATA DELL’ 8 MARZO CON IL NORDIC WALKING VOLPIANO
E’ anche tanto altro ⬇️⬇️⬇️⬇️⬇️⬇️⬇️
🚶♀ Un cammino nella memoria Il suggestivo percorso ad anello, panoramico e adatto a tutti, ha inizio presso l’Ossario di Forno di Coazze, dichiarato cimitero di guerra nel 2005. Lungo il tragitto attraverseremo diverse borgate e toccheremo luoghi simbolici della Resistenza locale, dove la storia si intreccia con il paesaggio, prendendo vita tra i nostri passi. Un cammino ricco di emozioni, immersi nella memoria e nella bellezza della natura.
✨ E poi… un’esperienza indimenticabile nel cuore della terra! Circa a metà del sentiero, ci imbatteremo nella suggestiva Miniera di Talco Garida, un Luogo del Cuore FAI, e approfitteremo di questa straordinaria opportunità per esplorare le profondità della terra in totale sicurezza. Guidati da un esperto, ci immergeremo nel cuore della miniera per scoprire i segreti di questo prezioso minerale e le antiche tradizioni legate alla sua estrazione. Un’esperienza affascinante tra storia, natura e avventura! 🤩 💰 Costo ingresso miniera: 10 € – durata della visita circa 1h 45m
🍷 E per concludere in bellezza… Per chi lo desidera, ci attende una deliziosa e ricca merenda sinoira presso La Casa Alpina Evelina Ostorero. 😋 💰 Costo merenda sinoira: 15 €
🌹 Unisciti a noi per un 8 marzo di memoria, scoperta e condivisione! 🌹
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Informazioni tecniche per i Soci del Nordic Walking Volpiano:
Ritrovo ore 9:30 presso il Monumento ai Caduti Viale della Resistenza di Forno di Coazzelink punto di ritrovo Parcheggio: Viale Resistenza a Forno di Coazze (lungo la stessa strada del Monumento ai Caduti) link parcheggio
Il punto di ritrovo dista: da Volpiano circa 57 km (1h circa di viaggio in auto) da Torino Parco Pellerina 42 km (45m circa di viaggio in auto) Inizio camminata: ore 9:50 Durata camminata: 6:30 circa comprensiva di soste e visita miniere Lunghezza: 7 km circa Dislivello: 350m D+ Difficoltà: E Tratti esposti: non ci sono tratti esposti Altitudine minima: 948 m slm Altitudine massima: 1.148 m slm Segnale rete cellulare non sempre presente lungo il percorso Acqua presente al bar alla partenza e all’arrivo
📌 Merenda sinoira (ore 16:00 circa) : presso Casa Alpina “Evelina Ostorero” (da Nikita) a Forno di Coazze al costo di € 15:00 a persona con il seguente menù:
🍖 Salame e lardo di Brizio 🥩 Tartare di Fassona al timo 🧀 Insalata di toma con sale di Cipro e noci 🌽 Polenta con fonduta di toma 🍳 Frittatine alle zucchine 🍰 Assaggio di dolce 🍷 Un calice di barbera 💧 Acqua ☕ Un caffè 🥃 Uno zuccherino digestivo
🌱 Per i vegetariani, il salame e lardo di Brizio e la tartare di Fassona saranno sostituiti con proposte a base di verdure e formaggi.
📌 Visita in miniera: €10 euro a persona – durata della visita circa 1h 45m
Equipaggiamento Fornito: nessun bisogno di preoccuparsi dell’attrezzatura! Saranno forniti caschetti e luci in comodato all’inizio dell’escursione per garantire la tua sicurezza e massimo comfort.
Abbigliamento Consigliato: indossa scarponcini o scarpe impermeabili chiuse per affrontare l’avventura sotterranea. Vestiti bene perché la temperatura all’interno della miniera è di 10 gradi.
Vi ricordiamo che:
Sono necessari abbigliamento e dotazioni adeguati alla camminata, considerata l’altezza vestirsi a cipolla portando con sé anche indumenti caldi e una protezione per la pioggia.
L’attività proposta è fruibile dai soci in buone condizioni fisiche e idoneo allenamento per affrontare il percorso.
L’associazione si riserva la facoltà di escludere dalla partecipazione, al momento dell’iscrizione i soci che non ritiene idonei all’attività proposta o, prima di partire, i soci privi di abbigliamento e/o calzature adeguate a garantire la percorribilità dell’itinerario proposto in sicurezza.
Si raccomanda di rispettare gli orari indicati per l’escursione
Si consiglia di avere nello zaino acqua, barrette energetiche e/o integratori.
Per prenotazioni e informazioni entro e non oltre le ore 20:00 di domenica 2 marzo 2025 (Dovrete comunicare eventuale partecipazione all’ingresso in miniera e merenda sinoira)
In caso di maltempo, l’escursione verrà rinviata a sabato 15 marzo 2025